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Il nuoto - Storia

Il nuoto è uno sport che si è sviluppato soprattutto a Roma, nell’età imperiale; era conosciuto anche dai greci che lo praticavano come fonte di allenamento per i guerrieri. Scomparve nel Medioevo, in quanto l’immersione in acqua era associata allo sviluppo delle epidemie. Fu merito del tedesco Guts Muths l’aver organizzato le prime gare di nuoto e tuffi.
Le prime Olimpiadi della storia del nuoto si svolsero ad Atene nel 1896.
La storia moderna delle competizioni di nuoto comincia in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento; allora quasi tutti gli atleti nuotavano a rana. Nel 1884, in occasione di un’importante gara, vennero portati a Londra degli atleti indiani americani che vinsero nettamente. Essi usavano uno stile simile all’attuale stile libero. Soltanto verso il 1900, in Australia, un nuotatore di nome Dick Cavill, aiutato dai suoi fratelli, inventò uno stile nuovo chiamato il CRAWL. A partire dal 1908 furono disputate gare di stile libero, dorso e rana. Ma nel 1956 furono nuovamente cambiate e divise nei 4 stili attuali: libero, dorso, rana e farfalla.

IL nuoto è uno sport che si pratica in qualsiasi specchio d’acqua naturale (mare, fiumi e laghi oppure artificialmente nelle piscine). Il nuoto consente a chi lo pratica di sostenersi e spostarsi nell’acqua o sopra la sua superficie usando le braccia e le gambe. Inteso quale disciplina agonistica, il nuoto si pratica normalmente nelle piscine, grandi vasche rettangolari riempite d’acqua ferma, cioè priva di correnti. Le dimensioni delle piscine sono di due tipi: esiste la vasca grande, lunga 50 m e larga circa 21 m; e la vasca piccola, lunga 25 m e larga circa 10 m. Le piscine a loro volta sono divise in corsie, larghe 2,5 m, le quali separano lo spazio nel quale nuota l’atleta permettendogli di gareggiare senza rischiare di incrociare gli altri. La profondità delle vasche varia da 100 a 180 cm, con uno sfondo degradante al 2%. La temperatura dell’acqua non deve essere inferiore ai 24 °C ed è mantenuta costante grazie a un continuo ricambio. Sul bordo della vasca e su ogni corsia vi sono dei blocchi rialzati utilizzati dagli atleti per tuffarsi alla partenza delle gare.
Ogni gara di nuoto è controllata da un arbitro e la giuria è molto complessa:
 1 giudice arbitro che organizza tutta la giuria e controlla lo svolgimento della gara;
 1 giudice di partenza;
 1 capo cronometrista per ogni corsia;
 2 o più giudici di virata e 3 o più giudici di arrivo;
 giudice di stile;
 1 segretaria di giuria.


Al fischio del giudice i concorrenti di stile libero, rana e farfalla salgono sui blocchi di partenza, mentre nelle gare di dorso entrano in acqua per appoggiarsi alla maniglia di partenza. Nei primi tre stili, al comando “a posto” si preparano a tuffarsi, mentre nel dorso a darsi lo slancio dal bordo vasca. Al segnale “via”, dato da un colpo di pistola, gli atleti si tuffano cercando di compiere il percorso nel minor tempo possibile. Vince chi per primo tocca il bordo della piscina con una mano nello stile libero e nel dorso, con due nella rana e nella farfalla.
Il nuoto agonistico comprende numerose specialità che sono suddivise in quattro grandi settori secondo lo stile di gara: stile libero, dorso, rana e delfino. Ogni stile prevede gare sulle distanze di 100 e 200 m; fa eccezione lo stile libero con varie differenze tra maschi e femmine. Infine, sono previste gare nelle quali l’atleta deve cimentarsi in tutti e quattro gli stili, come i 200 e i 400 m misti, e competizioni a staffetta. Un tipo particolare di nuoto è “Il nuoto sincronizzato”, uno sport solamente femminile in cui le concorrenti sono giudicate in base all’esecuzione di una serie di figure obbligatorie secondo un ordine prestabilito e di un programma libero, in cui la scelta della coreografia, della musica e dell’ordine di esecuzione degli elementi è libera.
La storia del nuoto ci ha regalato tantissimi personaggi, protagonisti con le loro imprese e provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Australia, dove il nuoto è per tradizione uno sport nazionale. Ai grandi di ieri quali Weissnuller, Spitz (vincitore di 11 medaglie olimpiache), Matt Biond e M. Gross, oggi si contrappongono campioni come Popon (Russia), Torbel (Austria) e Perkins (Australia).

Anche l’Italia ha avuto dei grandi in passato come M. Guarducci, G. Lamberti e N. Calligaris. Oggi, sulla scia di nuovi protagonisti quali Rosolino, Brembilla, Vismara, Boggiato e del campione olimpico Domenico Fioravanti, il nuoto è diventato uno sport molto seguito e praticato anche in Italia, come testimoniano le tantissime medaglie conquistate agli ultimi Europei di nuoto, speriamo di ottimo auspicio per le ormai prossime Olimpiadi.

STILE LIBERO:
Per la posizione del corpo, che implica una minima resistenza all’acqua, lo stile libero (o crawl) è lo stile di nuoto più veloce. Il ritmo coordinato dei movimenti di braccia e gambe è di estrema importanza. La testa è parzialmente immersa nell’acqua e la respirazione avviene ruotando la testa ora a sinistra ora a destra del corpo.


DORSO:
Alcuni nuotatori non amano nuotare a dorso, per via della posizione supina che rende difficile l’orientamento; altri apprezzano lo stile per la relativa facilità del galleggiamento e per il fatto che il viso del nuotatore rimane fuori dall’acqua, permettendo una respirazione più facile e naturale.


DELFINO:
Il delfino è probabilmente lo stile più faticoso per la grande forza e la coordinazione che richiede. I nuotatori effettuano due battute delle gambe unite per ogni ciclo completo delle braccia.

RANA:
È uno stile particolarmente adatto a nuotatori inesperti o alle lunghe nuotate, perché consente di avanzare con la testa fuori dall’acqua. Quando viene praticato agonisticamente, invece, deve seguire i movimenti stabiliti dai regolamenti del nuoto.

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