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Malnutrizione


La malnutrizione è quella condizione che non soddisfa i bisogni qualitativi e quantitativi di nutrienti. Una dimensione mal equilibrata, che compromette la salute dell’uomo, può aver origine da sottoalimentazione, da sovralimentazione, da carenze nutrizionali, da cattiva assimilazione degli alimenti provocata da varie malattie. Spesso le malnutrizioni sono fenomeni complessi, perché coinvolgono molti processi metabolici. Esiste quindi una malnutrizione calorica, glucidica, proteica, lipidica ed anche una carenza di sali minerali, di ferro, di iodio, di vitamine, di acqua.

• Malnutrizione calorica: quando l’ingresso delle calorie totali è inferiore all’energia consumata, si ha una malnutrizione calorica, che è tanto più grave se le calorie assunte sono di scarso pregio nutrizionale.

• Malnutrizione glucidica: la malnutrizione glucidica è assimilabile a quella calorica poiché l’energia viene fornita all’organismo soprattutto da glucidi sotto forma di carboidrati complessi o semplici. Le carenze alimentari di calorie portano ad utilizzare altre fonti di energia, come quelle fornite dai grassi o, in caso di estrema necessità, da proteine. Dal punto di vista del bilancio generale, ottenere calorie dalle proteine è antieconomico perché si smantellano molecole molto importanti e si eliminano composti che richiedono un lavoro da parte dell’apparato escretore.

• Malnutrizione lipidica: la malnutrizione lipidica riguarda il mancato apporto di acidi grassi insaturi, sostanze di grande valore nutrizionale, e l’assunzione esagerata o insufficiente di lipidi. Un’alimentazione carente di grassi e di altri nutrienti energetici può portare al consumo dei loro naturali depositi, ad esempio, una riduzione del pannicolo adiposo sottocutaneo. Mano a mano che i depositi di grasso si assottigliano possono essere utilizzati anche depositi di grassi fisiologicamente importanti come la fascia adiposa che sostiene i reni ed i cuscinetti adiposi che danno forma ai lineamenti della faccia.

• Malnutrizione proteica: quando nella dieta abituale è scarso il contenuto proteico e le proteine presenti hanno basso valore alimentare, in quanto carenti o mancanti di aminoacidi essenziali, le masse muscolari si riducono, diminuiscono gli enzimi e sono meno concentrate le proteine del sangue. L’organismo umano non presenta depositi di riserve di proteine. La diminuzione dell’apporto proteico fa si che si esauriscano prima le proteine del fegato e poi quelle dei muscoli, distretti corporei fondamentali per la vita; si compie cioè una sorta di ‘mangiar se stessi’ che provvede alle prime necessità. In seguito, se l’apporto proteico continua ad essere carente o assente, diminuiscono oltre alle masse muscolari anche gli anticorpi, si va così incontro ad un massiccio calo della vitalità quindi della sopravvivenza.

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