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Lancio del giavellotto

Introduzione:

Nel lancio del giavellotto l’atleta cerca di scagliare il più lontano possibile un attrezzo a forma di lancia fatto di metallo e fibra di vetro.
I giovani usano la tecnica del vortex.
Come nelle altre prove di lancio i concorrenti hanno a disposizione un certo numero di tentativi e vince che ha fatto il lancio più lungo.
A differenza degli altri lanci, non viene utilizzata una pedana circolare, bensì una pedana di rincorsa lunga 36, 50 metri delimitata in fondo da una striscia dipinta per terra.
Gli atleti devono rilasciare il giavellotto prima di tale striscia e devono comunque uscire dalla pedana da un lato, altrimenti il lancio è nullo.
Il peso del giavellotto per le donne è di 600 grammi e per gli uomini 800 grammi.
Il lancio è valido se l’estremità della testa metallica tocca il terreno prima di ogni altra parte del giavellotto ed entro i margini interni delle linee bianche delimitanti il settore di caduta.

Il gesto tecnico:

I giavellottisti devono raggiungere una notevole velocità durante la ricorsa per poter scagliare lontano l’attrezzo, quindi, oltre alla forza, devono avere capacità atletiche simili a quelle richieste nella gare di corsa o di salto.
Il lancio viene solitamente preparato attraverso una rincorsa “particolare”, formata principalmente da due fasi: la fase ciclica e quella aciclica.
Nella fase ciclica, l’atleta imprime una non eccessiva accelerazione alla sua rincorsa, correndo in posizione frontale e raggiungendo una velocità che gli consenta comunque di gestire al meglio i delicati passi che precedono il lancio.
Il passaggio alla seconda fase di lancio, quella aciclica, avviene grazie al gesto tecnico conosciuto come sfilata, nel quale l’arto che lancia si distende all’indietro e l’atleta procede con una corsa laterale caratterizzata dai classici passi incrociati che terminano col passo impulso, un passo più lungo degli altri che porta il corpo verso la fase di puntello, dove la gamba sinistra (per un lanciatore destrorso) si blocca puntandosi alla pedana e facendo ruotare tutto il corpo su di essa senza però che esso, dopo la frustrata di rilascio dell’attrezzo, superi la linea di lancio.

L’allenamento:

Abituarsi a lanciare con la corretta posizione dei piedi: lanciare dapprima l’attrezzo a due mani con un piede avanzato dall’altro, quindi a una mano, quindi a due mani dopo due passi (sinistro-destro-sinistro per chi lancia di destro), facendo attenzione a tendere la gamba avanzata sull’ultimo passo per bloccare l’avanzamento.

In questi esercizi l’attrezzo va tenuto con il braccio disteso all’indietro.
Successivamente si partirà con il braccio di lancio flesso vicino al capo che si tenda all’indietro nell’ultimo passo.
La fase finale dell’apprendimento della corretta tecnica consiste da corsa frontale a passi incrociati e da questi al passo impulso con rilascio dell’attrezzo.

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