Le conseguenze dell’allenamento di resistenza sono:
aumento di: (1) volume del cuore, (2) gittata cardiaca (quantità di sangue espulsa a ogni contrazione) (3) globuli rossi ed emoglobina;
diminuzione della frequenza cardiaca a riposo.

Più le persone fanno allenamento aerobico, più la frequenza cardiaca (f.c.) a riposo diminuisce (perché sforzandosi di più durante l’allenamento lavora in modo più economico quando è a riposo).
•• L’allenamento aerobico fa lavorare il cuore tra il 60 e l’80 % della f.c.max. Oltre l’80% si supera la soglia anaerobica (bruciando gli zuccheri senza l’ossigeno).
Quando lo sforzo aumenta d’intensità, si passa automaticamente dall’allenamento aerobico a quello anaerobico lattacido.
Il debito di ossigeno (che si “estingue” con il “fiatone”) è la differenza tra il consumo di ossigeno che si misura alla fine di uno sforzo muscolare e il consumo di ossigeno che si misura dopo il riposo.
Cioè: si fa una corsa leggera e si consuma più ossigeno (per far funzionare i muscoli) di quanto noi riusciamo a immettere. Si ha un piccolo debito di ossigeno che recuperiamo nel momento di riposo con il “fiatone”. Se la corsa aumenta, si esce dall’allenamento aerobico e si passa a quello anaerobico, che non usa l’ossigeno per “alimentare” i muscoli, ma una sostanza di scarto che è l’acido lattico. Ma il muscolo ne “sopporta” solo una certa quantità e poi si “resetta” con il crampo (contrazione muscolare). Quando si passa dall’allenamento anaerobico allo stato di quiete, il debito d’ossigeno sarà altissimo perché prima deve soddisfare le richieste corporee e poi deve rimuovere l’acido lattico.

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