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La storia del ciclismo

Il ciclismo è uno degli sport più popolari e da sempre più amati in Italia e in diversi altri Paesi europei (Francia, Paesi Bassi, Spagna).
Alcuni suoi campioni del passato sono diventati leggendari (basti pensare a Bartali o Coppi cui sono stati dedicati film, libri e canzoni), e alcune imprese sportive, o rivalità, sono entrate nella storia.
Le prime competizioni agonistiche in bicicletta si sono sviluppate a partire dalla fine del XIX secolo e già nell’ultimo decennio dell’Ottocento hanno cominciato a essere corse quelle competizioni (spesso massacranti per distanza percorsa e condizionate delle strade) che poi sarebbero state denominate “classiche”.
È tuttavia anche uno sport, da diversi anni a questa parte, molto discusso, e la cui immagine è compromessa, in quanto uni dei più coinvolti dal problema del doping.

Essendo uno sport massacrante e, nella sua versione più popolare, quella su strada, basato sulla resistenza e la potenza, la fatica da un lato e la smania di vincere a tutti i costi dall’altra, hanno indotto gli atleti a cercare in sostanze proibite un aiuto alle loro prestazioni, falsando i risultati delle gare e ricevendo danni fisici anche gravi.
La consuetudine al doping si è diffusa fino a coinvolgere perfino le categorie dei giovani e dei dilettanti.
L’azione di repressione delle Federazioni sembra avere mitigato il problema, ma anche le numerose squalifiche non sembrano averlo definitivamente risolto.
Il fenomeno doveva essere diffuso da tempo, come hanno rilevato numerosi fatti tragici, come la morte prematura di un significativo numero di ex atleti, quasi certamente per le conseguenze dei danni fisici che tale pratica ha comportato sul loro organismo.

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