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Il gioco del calcio - storia

Nel campo sportivo, tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del 900, assistiamo alla nascita di un gioco a squadre di origine inglese chiamato calcio (football).
Si può considerare quale data di nascita del football il 26/10/1863, quando in una riunione tra rappresentanti di club tenutasi alla Free Mason Tavern di Londra venne fondata la Football Association, prima federazione calcistica nazionale. Nel 1866 le federazioni britanniche (inglese, scozzese, gallese e irlandese) diedero origine all’International Football Association Board, con il compito di sovraintendere al regolamento; 2 anni più tardi la Football League dava vita al 1° campionato inglese, secondo la formula tuttora in vigore (dal 1871 si giocava la Coppa d’Inghilterra). Da quel momento la diffusione del gioco del calcio fu molto rapida in Europa e in Sudamerica, dove nacquero molte federazioni calcistiche nazionali (Danimarca e Olanda 1889, Argentina 1893, Belgio e Svizzera 1895 etc) spesso ad opera di cittadini inglesi che in quelle nazioni avevano dato vita alla prime squadre che avevano organizzato i primi incontri. Nel 1904 venne infine creata la Federation Internazionale de Football Association (FIFA), cui si affiliarono le varie federazioni nazionali.

Gli inizi del calcio in Italia si possono far risalire al 1887, quando Edoardo Bosio, organizzò una squadra che 4 anni più tardi prese il nome di International Football Club; nel 1893 a Genova, un gruppo di inglesi fondò il Genoa Cricket and Athletic Club, squadra destinata a dominare il primo decennio dell’attività calcistica italiana.
Nel 1898 ebbe luogo a Torino in una sola giornata e con la partecipazione di 4 squadre il primo campionato italiano, vinto dal Genoa, ne fu promotrice la Federazione Italiana Football, nata nello stesso anno, che nel 1909 assunse il nome di Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Da allora il campionato venne disputato annualmente, con formule varie; nel 1921–22 una temporanea scissione della FIGC diede vita a 2 campionati paralleli; nel 1929 venne introdotta la formula poi rimasta in vigore, del girone unico con partite di andata e ritorno e con la partecipazione di 18 squadre e venne organizzato il campionato di serie B. Nel 1935 al campionato si affiancò la Coppa Italia, manifestazione annuale caratterizzata dalla partecipazione delle squadre di serie A e B. La nascita della FIFA permise di stringere regolari e frequenti rapporti tra le varie rappresentative nazionali, favorendo lo sviluppo dell’attività calcistica internazionale e così nacquero la Coppa del Mondo nel 1930 (fino al 1970 Coppa Rimet, poi Coppa FIFA); la Coppa dei Campioni 1956, la Coppa delle Fiere (1957, dal 1971 Coppa Uefa); la Coppa delle Coppe; le vincitrici di Coppa Campioni e Coppa delle Coppe disputarono la Supercoppa; e dal 1960 calcio europeo e calcio sudamericano si misurarono nella Coppa Intercontinentale, disputata tra la squadra vincente la Coppa dei Campioni e quella sudamericana trionfatrice dell’analoga manifestazione tra le squadre campioni dei campionati dei Paesi dell’America Latina (Coppa Libertadores).

Le regole:

Il calcio è giocato da 2 squadre di 11 giocatori ciascuna e consiste nel cercare di spingere la palla entro la porta avversaria, con azioni d’attacco, e nell’evitare che la palla entri nella propria porta, con azioni di difesa. Nessun giocatore, ad eccezione del portiere all’interno della sua area di rigore, può toccare il pallone con le mani o con le braccia. Una partita non può iniziare, o deve essere sospesa, quando una delle 2 squadre abbia meno di 7 uomini in campo; o qualora le avverse condizioni climatiche, ne impediscano (a giudizio dell’arbitro) il regolare svolgimento.
L’allenatore e i giocatori di riserva di ogni squadra siedono su una panchina posta fuori dai limiti del campo; nel 1968 nel campionato italiano venne autorizzata la sostituzione di un giocatore e del portiere per ogni squadra mentre dal 1973 le sostituzioni autorizzate sono diventate 2, senza distinzione di ruolo; nei tornei internazionali si possono sostituire 2 giocatori più il portiere. Si gioca su un campo erboso che misura da 90 a 120 metri di lunghezza e da 75 a 90 metri di larghezza. Le linee che delimitano il campo sono segnate con il gesso; i lati maggiori si chiamano linee laterali, quelli minori linee di fondo; su queste ultime esattamente al centro, si trovano le porte, formate da 2 pali distanti 7,32 metri uniti da una traversa posta a 2,44 metri da terra. Davanti ad ogni porta con i lati più lunghi paralleli alla linea di fondo ed i più corti ad essa perpendicolari, sono tracciati 2 rettangoli: l’area di porta, che misura 5,5 X 8,5 metri, e l’area di rigore che misura 16,50 X 40,32 metri; al centro di quest’ultima, a 11 metri di distanza dalla linea di porta è segnato il punto da dove va battuto il calcio di rigore. Inoltre con centro in questo punto (dischetto) e con raggio di 9,15 metri, è tracciato un semicerchio sul lato esterno dell’area di rigore.

Il campo di gioco è diviso in 2 parti da una linea mediana perpendicolare alle linee laterali sulla quale è indicato il centro del campo, da cui ha inizio il gioco, e da cui questo viene ripreso dopo ogni rete segnata; esso è tracciato molto visibilmente ed intorno viene segnata una circonferenza con raggio di metri 9,15. Infine, ai 4 angoli del campo sono poste delle bandiere gialle e sono tracciati degli archi di 1 metro di raggio, che indicano il punto da cui deve essere battuto il calcio d’angolo. Si gioca con un pallone di forma sferica, di circonferenza compresa tra 68 e 71 centimetri e di peso variante da 396 a 453 grammi; soltanto l’arbitro ha la facoltà si sostituirlo durante il gioco quando ve ne sia la necessità. Per ogni partita viene designato un arbitro che ha il compito di far rispettare le regole del gioco e decidere sulle contestazioni, talvolta ammonire ed espellere dal campo i giocatori che abbiamo commesso gravi o ripetute infrazioni. Ogni volta che viene commessa una irregolarità da un giocatore (fallo), l’arbitro assegna un calcio di punizione per la squadra avversaria; esso va battuto nel punto in cui tale irregolarità è stata commessa, è può essere diretto, ossia calciato direttamente in porta, per i falli intenzionali, o indiretto, quando la palla deve essere toccata prima da un giocatore prima di essere calciata in porta. Quando viene battuto un tiro di punizione nessun avversario può avvicinarsi a meno di 9,15 metri dal pallone. Nei calci di punizione diretti i giocatori della squadra avversaria possono a tale distanza porsi a barriera per proteggere la propria porta. Quando un giocatore commette un fallo grave e intenzionale nella propria area di rigore, l’arbitro assegna alla squadra del giocatore che ha subito il fallo un calcio di rigore (penalty): il pallone viene posto sul dischetto e tutti i giocatori devono stare fuori dell’area di rigore ad eccezione di quello incaricato di effettuare il tiro; il portiere avversario non può muoversi dalla propria linea di porta prima che si sia mosso il pallone, pena l’eventuale ripetizione del tiro. Nel compito di dirigere il gioco l’arbitro è coadiuvato da 2 guardalinee, che indicano, quando la palla esce dal terreno di gioco, assegnando la rimessa laterale, il calcio d’angolo o la rimessa dal fondo, e segnalano all’arbitro eventuali irregolarità rilevate nel gioco (unico giudice rimane sempre l’arbitro). La rimessa laterale serve a rimettere in gioco il pallone uscito dalle linee laterali (fallo laterale); viene effettuata da un giocatore della squadra avversaria a quella che ha toccato la palla prima che questa uscisse; il giocatore rimette la palla con entrambe le mani, passandola sopra la testa, tenendo entrambi i piedi appoggiati fuori dal terreno di gioco o sulla linea laterale; se eseguita irregolarmente, la rimessa laterale passa agli avversari. La rimessa dal fondo effettuata all’interno dell’area del portiere o sulla linea che la delimita, rimette in gioco la palla sospinta da un avversario oltre la linea di fondo. Il calcio d’angolo (corner) rimette in gioco la palla spinta da un giocatore oltre la propria linea di fondo; è effettuato come una punizione da un giocatore della squadra avversaria, da una delle 2 aree di calcio d’angolo poste nella parte del campo occupata dalla squadra che ha toccato per ultimo la palla prima che questa uscisse in fallo di fondo. Tra i compiti del guardalinee è anche la segnalazione all’arbitro del fuori gioco (off – side) che ha luogo quando un giocatore, nel momento in cui un suo compagno gioca la palla, si trova oltre la palla stessa e non ha tra sé e la porta avversaria alcun giocatore avversario tranne il portiere; non si ha fuori – gioco quando, nelle stesse condizioni la palla sia stata giocata o toccata da un avversario, o quando il giocatore si trovi nella propria metà campo, o riceva il pallone direttamente su calcio d’angolo, su fallo laterale, su rimessa del portiere. La partita dura 90 minuti, divisi in 2 tempi da 45 minuti ciascuno, inframmezzato da un intervallo di 15 minuti; alla ripresa del gioco dopo l’intervallo le 2 squadre si scambiano di campo. L’arbitro ha la facoltà di prolungare, a fine partita, il tempo regolamentare per recuperare i minuti persi per incidenti o altre cause. Negli incontri a eliminazione diretta possono essere disputati, oltre ai 90 minuti regolamentari, due tempi supplementari di 15 minuti ciascuno, nel caso in cui il tempo regolamentare si sia chiuso con un risultato di parità; in caso di ulteriore equilibrio di punteggio, la definizione del risultato è affidata ad una serie di calci di rigore per parte (5); perdurando ancora la parità, le soluzioni previste dal regolamento sono 3: la prosecuzione ad oltranza dei calci di rigore, con l’assegnazione della sconfitta alla squadra che sbaglia per prima il tiro, l’assegnazione della vittoria per sorteggio oppure la ripetizione della partita. Una rete (goal) è segnata quando la palla oltrepassa interamente la linea di fondo tra i pali della porta; quando un giocatore spedisce il pallone nella propria porta (autogoal), il punto va in vantaggio della squadra avversaria. Vince la partita la squadra che segna il maggior numero di reti; se i punti sono uguali il risultato è di parità.

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