BLS - Supporto delle funzioni vitali di base

BLS sta per "basic life support" cioè le principali funzioni vitali. Più persone po conoscono, più persone possono essere salvate. Il BLS si fa in assenza di traumi (dovuti a incidenti o cadute) perché altrimenti il protocollo da seguire sarebbero completamente diverso; mentre il BLSD è lo stesso basic life support però con l'intervento del "defibrillatore".

Nozioni di base da applicare:
Casi:
- una persona accosciata a terra nel marciapiede, una persona nel bagnasciuga, una persona in posizione prona.
Cose da fare:
- verificare se la scena è sicura (se la persona si trova in mezzo alla strada o vicino ad un'impalcatura) perché possiamo essere anche noi vittime di danni. Creare ma sicurezza: spostarla dalle onde che la invadono (nel secondo caso), provare a chiamarla per vedere se risponde e toccarla le spalle. Se non reagisce è incosciente. Se la persona è incosciente bisogna subito chiamare il 118 (che può sempre ricevere), rispondere alle domande che ci fanno (Dove siete? - paese, via; cosa è successo?; la persona è incosciente?) perché a seconda della situazione sanno che ambulanza mandare. Dopo ci riavviciniamo e la mettiamo in posizione supina, allineare le mani e le gambe e controllare la respirazione. Fare l'iperestensione del capo (mano sulla fronte e due dita sul mento). Liberare la via respiratoria: in un anziana potrebbe essere una dentiera staccata ad ostruire il passaggio dell'aria, nel caso di un bambino potrebbe essere un bolo alimentare o giocattolino - vengono tolti se sono facilmente rimovibili e se non c'è pericolo di mandarli più in fondo. Ricordiamo comunque che l'iperestensione del capo si fa soltanto nelle circostanze in cui non ci sono traumi (che magari coinvolgono la colonna vertebrale).

Inoltre bisogna applicare due principi fondamentali: MOTORE (cioè movimento, rosse, respiro) e GAS ( cioè guardo, ascolto, sento).
Dopo aver allineato il corpo della vittima, rivolgo per 10s lo sguardo su tutto il corpo. Se non c'è movimento non c'è circolazione. Se tossisce c'è respiro. Se avvicino l'orecchio possono sentire se respira. Se nessuna di queste cose c'è è in arresto cardio-respiratorio. Bisogna prendere il telefono e chiamare di nuovo il 118 e dire che la persona è la stessa è che la vittima è in arresto cardio-respiratorio. Anche se è già partita un'ambulanza parte anche l'ambulanza medicalizzata ( con un medico a bordo).
In attesa dell'ambulanza -> siamo di fronte ad una corsa contro il tempo.
La persona non ha più circolo ( nessun muscolo è più irrorato dal sangue e dall'ossigeno) e respirazione. Ne risente maggiormente il cervello. Da 4 a 6 minuti passati i danni sono reversibili e possono essere recuperati alcune funzioni del corpo. Ad esempio con l'ictus che lesiona una parte del debello che si occupa del linguaggio, inizialmente la persona avrà difficoltà a parlare ma può recuperare le funzionalità del corpo. Oltre i 6 minuti i danni sono irreversibili e il cervello va in ipossia (carenza di ossigeno). Attraverso un massaggio cardiaco e la respirazione artificiale (RCP, rianimazione cardio-polmonare) possiamo cambiare molte cose.
Liberare da giubbotto e sciarpe (cose da fare già all'inizio) se non si è fatto ancora. In ginocchio affianco alla persona, mano al centro del petto, braccia perpendicolari (quindi bisogna essere vicini al corpo). Braccia sopra le mani; le spinte devono permetter al petto di abbassarsi di 5-7 cm. Il cuore è pieno di sangue. In questo modo facciano che il sangue affluisca in tutto il corpo; consiste in 30 compressioni molto veloci (120 al minuto) intervallate da 2 insufflazioni o ventilazioni. Uno può anche rifiutare di fare la respirazione bocca a bocca (per una questione di tutela personale).
Nel fare le insufflazioni bisogna tappare il naso e emettere l'aria nella sua bocca: introduciamo circa il 16% di ossigeno; nell'aria si ha il 21% mentre con il pallone ambu collegato all' ossigeno fornisce circa il 42% di ossigeno (nel caso di quello semplice) e l'80-90% (nel caso di quello complesso o Riserva A).
Bisogna comunque continuare a massaggiare mente i soccorritori preparano il defibrillatore. Quest'ultimo è uno strumento semiautomatico che ha due piastre adesive con degli elettrodi (uno al di sotto della clavicola è uno sotto l'ascella). La scarica deve andare al cuore. Il defibrillatore fa l'analisi al paziente e quando si è pronto tutti si devono allontanare. Se il risultato del defibrillatore dice "ritmo defibrillabile" allora può essere rianimata la persona (tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare) se invece dice "ritmo non defibrillabile" bisogna continuare con il massaggio cardiaco sperando che diventi defibrillabile in caso contrario non c'è nulla da fare è solo il medico può confermare il decesso della vittima.

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