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I principi fondamentali della costituzione italiana

I primi 12 articoli della nostra Costituzione contengono i Principi fondamentali sui quali si basa la vita politica, economica e sociale dello Stato italiano. Per prima cosa viene affermato che l'Italia è una Repubblica democratica. La conseguenza immediata è che la sovranità appartiene al popolo (art. 1). Il potere, quindi, non viene dal vertice ma dalla base: lo Stato non è a capo ma al servizio dei cittadini.
Un altro principio fondamentale è quello della garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo (art. 2): diritto alla vita e all'integrità fisica; diritto alla libertà di pensiero, di movimento, di associazione, di professione religiosa (art. 7-8). Questi diritti sono riconosciuti non solo agli individui ma anche ai gruppi sociali: le famiglie, le associazioni, i partiti.
L'art. 3 sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Affinché tutto questo possa realizzarsi concretamente occorre combattere le ingiustizie economiche e sociali, che impediscono di fatto di affrontare la vita con pari opportunità. Il lavoro, posto dall'art. 1 a fondamento della Repubblica, viene ripreso dall'art. 4 come diritto e dovere di ogni cittadino. Lo Stato deve creare le condizioni affinché ogni persona abbia un'occupazione che le dia sostentamento e libertà; ogni cittadino, da parte sua, deve contribuire con la propria attività al miglioramento della società.

L'art. 5 sancisce l'unità e l'indivisibilità dello Stato, ma allo stesso tempo riconosce il decentramento e l'autonomia degli enti locali (Comuni, Province e Regioni). Decentramento e autonomia partono dal presupposto che gli enti locali, essendo più vicini ai cittadini, conoscano meglio i loro problemi e i modi per risolverli. Principio fondamentale del nostro Stato è anche la tutela delle minoranze linguistiche (art. 6). Le minoranze più consistenti sono quella di lingua francese in Valle d'Aosta, quella di lingua tedesca in Alto Adige e quella di lingua slovena in Venezia Giulia.
Nell'art. 9 viene riconosciuto il valore della cultura, del paesaggio e del patrimonio artistico. La cultura, la scuola, la ricerca tecnica e scientifica sono considerate le fondamenta sulle quali costruire il futuro della democrazia.
Come Stato democratico, l'Italia accorda il diritto d'asilo agli stranieri che si rifugiano nel suo territorio per sfuggire alle persecuzioni politiche. Questo significa che non possono essere estradati, cioè obbligati al rimpatrio, gli stranieri provenienti da Paesi nei quali non vengano esercitate le libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana (art.10).
L'art. 11 sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. I contrasti vanno risolti con la discussione e il dialogo all'interno delle organizzazioni internazionali.

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