_kia96_ di _kia96_
Ominide 1825 punti

La magistratura italiana

Non è sufficiente che lo Stato faccia le leggi, deve anche fare in modo che queste vengano rispettate. Il cittadino, da parte sua, deve sapere che cosa è legale e che cosa non lo è, e deve essere certo che i suoi diritti vengano rispettati. Questi compiti sono affidati alla Magistratura.
La Magistratura è costituita dall'insieme dei giudici, detti anche magistrati, ed esercita la funzione giurisdizionale, ha cioè il compito di amministrare la giustizia. Il ruolo della Magistratura è quindi molto importante e delicato poiché è nell'interesse di tutti che le controversie vengano risolte e i reati puniti. L'atto tipico attraverso il quale viene esercitata la funzione giurisdizionale è la sentenza.
Una funzione tanto importante richiede un'assoluta imparzialità e quindi una completa autonomia dei giudici dagli altri poteri e organi dello Stato. Questi principi sono ampiamente riconosciuti dalla Costituzione che stabilisce, tra l'altro, che i magistrati vengano nominati per concorso e siano soggetti soltanto alla legge. Una posizione del tutto particolare, all'interno della Magistratura, è rivestita dal Pubblico Ministero, che ha il compito di tutelare gli interessi della comunità nell'accertamento della verità.

A garanzia dell'effettiva autonomia dei giudici è posto il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l'organo di autogoverno dei magistrati. È composto di 33 membri; 3 di diritto (il Presidente della Repubblica, che lo presiede, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione), 20 eletti dai magistrati (giudici togati) e 10 eletti dal Parlamento (giudici laici). I membri elettivi restano in carica 4 anni. Il CSM è l'unico organo a poter prendere decisioni per quanto riguarda assunzioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Il Ministro di Grazia e Giustizia può soltanto promuovere l'azione disciplinare nei confronti dei magistrati, ma l'inchiesta e il giudizio competono esclusivamente al Consiglio Superiore della Magistratura.

Il giudizio viene emesso da diversi organi a seconda della natura e della gravità della questione. Prima di arrivare alla sentenza definitiva, c'è la possibilità di ricorrere a tre gradi di giudizio. Questo significa che una volta che un giudice ha emesso una sentenza (I grado), se non la si ritiene soddisfacente, si può ricorrere a un magistrato di grado diverso (II grado). Se ancora si pensa che non sia stata fatta giustizia, si può ricorrere alla Corte di Cassazione, perché verifichi se i due processi precedenti si sono svolti nel rispetto delle leggi. La sentenza della Corte di Cassazione (III grado) è definitiva.

Registrati via email