Ominide 785 punti

Diritti umani calpestati

Anche se la globalizzazione economica è ormai una realtà, la “globalizzazione” dei diritti umani non lo è.
I diritti umani di tutti i popoli non sono ancora sufficientemente tutelati. Nel 1984 l’Onu ha approvato la “Dichiarazione universale dei diritti umani”, che comprende trenta articoli, relativi ai diritti e ai doveri dei cittadini, che ogni Stato deve tutelare. Purtroppo però, molti di questi diritti vengono calpestati, come ad esempio in Tibet, in Myanmar, in Afghanistan, in India, in Egitto, in Iran, in Brasile e negli Stati Uniti.
Più di novanta stati del mondo condannano i propri cittadini alla pena di morte, anche se la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” proibisce le pene crudeli e sancisce il diritto alla vita. L’unico Paese in cui è stata abolita la pena di morte è il Sud Africa, grazie all’intervento dell’Onu. Ma ci sono ancora troppi Paesi che non l'hanno abolita, tra i quali il Guatemala, l’Iran, l’Ucraina, la Russia, gli Stati uniti e la Cuba; la tortura viene applicata in più di centoventi Paesi e colpisce migliaia di persone ogni anno.

Essa è praticata anche nei Paesi più ricchi a scopo razzista o ai danni di detenuti e persone fermate dalle forze dell’ordine.
Uno dei problemi più grandi è che proprio i Paesi industrializzati producono strumenti di tortura, come ad esempio apparecchi per la somministrazione delle scosse elettriche, che vengono prodotte in paesi come Belgio, Cina, Francia, Israele, Usa, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, e vengono utilizzate da Cina, Arabia Saudita, Cipro, Libano e Usa.

Registrati via email