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DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEL CITTADINO

La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 è un testo giuridico elaborato nel corso della Rivoluzione francese, contenente una solenne elencazione di diritti fondamentali dell'individuo e del cittadino. E' stata emanata il 26 agosto del 1789, basandosi sulla Dichiarazione d'indipendenza americana.
Tale documento ha ispirato numerose carte costituzionali e il suo contenuto ha rappresentato uno dei più alti riconoscimenti della libertà e dignità umana.
La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino si compone di un preambolo di 17 articoli, che contengono le norme fondamentali che regolano la vita dei cittadini tra di loro e con le istituzioni.
Innanzitutto viene dichiarato solennemente il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani, segue l'elencazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo cui deve essere improntata l'azione delle associazioni politiche che vengono individuati in:

-libertà della persona;
-Proprietà;
-Sicurezza;
-Resistenza all'oppressione.
Un altro pilastro della Dichiarazione è il principio di sovranità democratica, che prevede che ''il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione''. Quindi non più i sovrani per diritto divino, ben sì il popolo è sovrano. L'organo legislativo deve essere eletto dalla maggioranza e dunque rappresenta la volontà generale dei cittadini. Quindi la legge diventa l'espressione della volontà generale, e tutti sono uguali di fronte alla legge. Gli articoli 10 e 11 si occupano delle libertà: in primo luogo quelle di opinione e di espressione e poi l'altrettanto fondamentale la libertà di culto. L'articolo 13 che stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva al contrario dell'Ancien Régime che escludeva il clero dal pagamento delle imposte, e l'articolo 6 che garantisce a tutti i cittadini il diritto di coprire cariche pubbliche. Nella Dichiarazione però bisogna notare che ancora non vengono menzionate né la libertà d'associazione e di riunione, nè il diritto di sciopero e né il riconoscimento della parità fra uomo e donna, tanto che quest'ultime erano escluse dal diritto di voto. La Dichiarazione venne poi modificata e ampliata nel 1793 e poi nel 1795. Nel 2003 l'UNESCO( organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, scienze e la cultura) ha inserito la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino nell'Elenco delle Memorie del mondo.

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