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Vincent Van Gogh

Vincent Willem Van Gogh, nato a Zundert (Olanda) nel 1853, e morto ad Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, è tra i più rinomati pittori postimpressionisti d’Europa e del mondo. Le sue composizioni artistiche erano incentrate su nature morte, paesaggi, e autoritratti. Sin da piccolo Vincent ha nutrito una passione molto forte per il disegno, nonostante il padre molto severo e chiuso alle arti. Egli iniziò ufficialmente a dipingere molto tardi, a 27 anni, e le sue tele più note sono state composte nei suoi ultimi due anni di vita, dopo aver tirato l’ultimo respiro a causa di una ferita causata da un’arma da fuoco, a 37 anni. Nel corso della sua vita, per mantenersi, Vincent ha lavorato per una ditta di commercianti d’arte, viaggiando per buona parte dell’Europa settentrionale.
Nel 1885 dipinse ‘I mangiatori di patate’; nel 1886 invece, quando viveva presso Parigi, venne a conoscere il movimento artistico degli impressionisti.

Dal punto di vista letterario, Van Gogh non ebbe molto successo. Tra i suoi scritti più famosi troviamo le lettere al fratello: ‘Il mercante d’arte Theo Van Gogh.
Nel 1886-1887 fece un viaggio ad Amsterdam, dove, al Rijksmuseum (allora museo poco affermato), scoprì Hals e Rembrandt. Van Gogh era inoltre un amante delle stampe giapponesi. Su Van Gogh regna il mistero delle sue condizioni psichiatriche: Più di 150 psichiatri hanno tentato di diagnosticare i suoi disturbi. Ne sono usciti trenta risultati, tra cui schizofrenia, sifilide, bipolarismo ed epilessia. Nel corso della sua vita, inoltre Van Gogh ha realizzato ben 37 autoritratti.

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