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Paolo Uccello: San Giorgio e il drago

Tratta da una leggenda medievale, la storia di San Giorgio ha avuto una straordinaria fortuna; lo stesso Paolo Uccello l'ha dipinta più volte nel corso della sua carriera. Narra di un orribile drago che, per non sterminare una città, pretendeva in sacrificio delle vittime umane. La sorte volle che tra le vittime prescelte ci fosse anche la figlia del re. Il dipinto illustra il momento in cui la principessa è salvata dall'improvviso intervento del santo che sconfigge il drago. Le due diagonali formate dalle posizioni del santo e del drago convergono verso il centro del dipinto; alle loro spalle, sulla sinistra, troviamo la parete rocciosa della grotta mentre, a destra, un turbine di nuvole accompagna l'arrivo prodigioso del santo. Al centro, lontanissima, la città circondata da mura.

L'artista ha adottato la prospettiva non per rappresentare in maniera verosimile la realtà, bensì per accentuare la suggestione fantastica della composizione: osserviamo, ad esempio, come lo spazio dello scontro sia delimitato da una siepe disposta con geometrica regolarità. I colori irreali sottolineano l'atmosfera fiabesca delle scena. Il quadro è ancora intriso di riferimenti alla cultura tardogotica e cortese e allude all'azione di conversione svolta dalla Chiesa. Il drago per i primi cristiani, era la rappresentazione simbolica del Male e del paganesimo. Dunque attraverso l'azione del santo la Chiesa, simboleggiata dalla principessa, otteneva la sottomissione alla fede cristiana dei popoli sconfitti.

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