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Principi della comunicazione visiva

E' con la vista che possiamo cogliere la miriade di messaggi visivi dell'ambiente. L'occhio è lo strumento fondamentale della vista, ma è anche la porta, fra la realtà esterna e l'immagine mentale che di essa ci facciamo.

I meccanismi della percezione visiva
Il contatto con l'ambiente che ci circonda avviene attraverso gli organi di senso, che inviano al cervello le informazioni ricevute. L'elaborazione di queste informazioni da parte del cervello è definita percezione.

Il linguaggio dei gesti
La comunicazione verbale che utilizza immagini e gesti si chiama COMUNICAZIONE VISIVA. La comunicazione può essere fatta anche attraverso il corpo, assumendo alcune posizioni o posture particolari.

Le immagini e la realtà
Dal latino "imago" che può significare sagoma, apparizione, imitazione. Una figura visibile, una rappresentazione (per esempio: un disegno, un quadro, una fotografia) che mostra una somiglianza con l'oggetto riprodotto. Per evitare di subirne passivamente il "bombardamento" e l'influsso, è molto importante imparare a "leggere" e comprendere il significato dei vari messaggi di cui sono portatrici, imparando a distinguerle in base alla loro bellezza e al valore dei loro contenuti. Imparando cioè ad esercitare poco per volta il nostro senso critico e la nostra intelligenza nei confronti di questa particolare forma di espressione che è IL LINGUAGGIO DELLE IMMAGINI. Un linguaggio che è dotato di una specifica "grammatica"fatta di linee, colori, forme, nonché di proprie regole e codici consolidati, proprio come le lingue che studiamo a scuola e usiamo per scrivere e parlare.

Il meccanismo della comunicazione
Anzitutto, purché avvenga una comunicazione è necessario che qualcuno voglia trasmettere a qualcun altro una determinata informazione. Chiamiamo chi trasmette l'informazione "mittente" e chi la riceve "destinatario". In secondo luogo il messaggio, per poter essere compreso dal destinatario, deve essere espresso mediante "segni o codici" particolari, come una scrittura, un disegno, una telefonata. I segni scelti per trasmettere un messaggio devono però rispettare un insieme di regole note a entrambi i protagonisti, per esempio i due si devono esprimere in una lingua comprensibile ad entrambi. Chiamiamo questo insieme di regole "codice". Il messaggio giunge infine al ricevente attraverso "canale", cioè un mezzo di comunicazione appropriato (nel caso di immagini o scritte, potranno essere i giornali, la televisione, il cinema, il telefono).

Le funzioni delle immagini
- informare e trasmettere informazioni
E' il caso di disegni scientifici e tecnici o delle illustrazioni per le enciclopedie, che servono a spiegare in modo chiaro e immediato.
- guidare a tenere comportamenti corretti (esempio: segnali stradali)
- esortare alla scelta di un prodotto
Immagini pubblicitarie, nelle quali scritte e figure sono accostate per attrarre la nostra attenzione e indurci a compiere determinate scelte d'acquisto.
- esprimere un contenuto poetico (Opere d'arte).

I meccanismi della percezione visiva
Gli occhi colgono i segnali provenienti dalla realtà e inviarli al cervello, che li elabora e li interpreta confrontandoli con ciò che già conserva in memoria, Questo complesso "lavoro" di selezione, organizzazione e comprensione dei dati visivi è chiamato PERCEZIONE VISIVA.

Le leggi percettive
Esse indicano le reazioni più frequenti e tipiche del nostro sistema visivo quando si trova di fronte a un' immagine o a una forma reale.

La legge della semplicità
La nostra percezione si dirige istintivamente verso le forme più semplici, ordinate e regolari, anche una forma complessa tende a essere percepita come un insieme di forme semplici.
La legge della somiglianza o uguaglianza
La nostra percezione tende a unificare elementi simili per forma, colore, dimensione, posizione e orientamento.

La legge della chiusura
Quando guardiamo una forma incompleta, il nostro cervello tende a "ricostruirla", aggiungendo con l'immaginazione ciò che manca, in modo da leggerla come se fosse completa.

La legge della continuità di direzione
Il nostro occhio, cioè, è naturalmente portato a seguire gli andamenti di forme armoniose, e ne trae piacere visivo.

La selezione dell'immagine. La figura e lo sfondo
Riconoscere una forma o figura significativa, isolata e distinta dal resto, che viene percepito come semplice sfondo.
- la figura prevale sullo sfondo - sfondo e figura hanno lo stesso valore
- la figura e lo sfondo risultano "instabili".

Le illusioni ottiche
Esistono immagini che a un primo sguardo ci appaiono facilmente riconoscibili e comprensibili. Tuttavia, prolungando la nostra osservazione, sembrano trasformarsi sotto i nostri occhi per svelare una nuova forma e quindi una nuova e diversa possibilità di interpretazione.

Le forme elementari
Definite "forme elementari" o anche "forme primarie" o "forme base" sono il triangolo, il quadrato e il cerchio.

Il triangolo
Visivamente, il triangolo ci appare stabile quando uno dei lati è orizzontale, ci suggerisce per esempio l'idea di una montagna, solidamente ancorata alla terra ma tesa con la cima (vertice) verso il cielo. Sul piano simbolico, la montagna rimanda all'idea di cammino iniziatici o ascesi spirituale.

Il quadrato
L'uomo avverte in questa forma una particolare forza simbolica data dal suo perfetto equilibrio geometrico. Il quadrato esprime l'idea dell'istante fermato, della stabilità e immutabilità delle cose. Dal punto di vista religioso, nelle culture orientali ma anche nell' antica Grecia, la forma quadrata simboleggia la realtà terrena e i quattro elementi primari (fuoco, terra, aria, acqua), in contrapposizione alla circonferenza, simbolo di realtà trascendenti.

Il quadrato risulta particolarmente adatto a essere utilizzato come modulo, cioè forma-base, ripetibile e componibile nei modi più svariati. Dal quadrato si sviluppa la forma cubica, utilizzata in particolare nell'architettura e nella progettazione degli oggetti.

Il cerchio
Considerato forma geometrica perfetta, il cerchio si presenta come una linea chiusa, senza inizio né fine, ricca di significati simbolici che riportano all'idea di assoluto, divino, eterno. Il cerchio suggerisce anche l'idea della ciclicità propria della vita (le stagioni, i movimenti degli astri). Nelle religioni antiche uno dei culti più ricorrenti era quello del disco solare, simboleggiante la fonte della vita ma anche l'intelligenza cosmica che presiede ai misteri dell'Universo. Il cerchio è presente con i rosoni anche nelle chiese cristiane, soprattutto in quelle gotiche, elementi architettonici bellissimi, carichi di significati, finemente decorati, che lasciano trasparire una luce soffusa.

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