La Pop Art

A partire dagli anni Cinquanta, l'arte ricomincia ad avere un rapporto con la realtà, con la vita. Per fare questo gli artisti usano immagini popolari. Nasce quindi la Pop Art, diminutivo di Popular Art, che nasce in Inghilterra ma si diffonde principalmente negli Stati Uniti e in Europa.

Gli artisti avevano due punti chiave:
a) creare immagini provocatorie per denunciare il consumismo e banalizzare lo stile di vita dell’americano medio,
b) inserire nelle opere immagini popolari molto familiari: star del cinema e della musica, fumetti, prodotti di consumo molto conosciuti.
Usano quindi immagini simbolo tratte dalla civiltà dei mass-media come per esempio la bandiera americana, la lattina della zuppa Campbell, la bottiglietta della Coca-Cola...

Gli artisti Pop usano un linguaggio molto diretto:
Andy Warhol usa la ripetizione ritmica ossessiva dell’oggetto per banalizzarlo e fargli perdere il suo significato. Usa colori irreali e abbinati in modo contrastante. La sua tecnica è la stampa, vuole dimostrare che anche le opere d’arte non sono più pezzi unici ma possono essere prodotte in serie.

Roy Liechtenstein usa immagini tratte dai fumetti, ingigantite e rese monumentali. Usa linee di contorno nere marcate, con colori accesi, puri e vivaci. Mette in evidenza la trama della stampa con pallini. La sua tecnica è la pittura.
Wassenluiar: collage di oggetti vari.

La Pop Art si diffonde anche in Italia, con i pittori:
Mario Schifano: introduce nelle sue opere frammenti di immagini urbane.
Pietro Gilardi: riproduce in plastica forme reali.

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