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[bÉdouard Manet: La colazione sull'erba ]

Quando nel 1883 Édouard Manet dipinse "La colazione sull'erba" intendeva semplicemente reinterpretare in chiave moderna un tema caro alla pittura rinascimentale. Ma la giuria del Salon respinse indignata la tela e il pubblico bigotto si scandalizzò per il soggetto raffigurato. Di nudi femminili era piena sia la pittura rinascimentale sia quella barocca, e anche all'epoca di Manet, era un genere che riscuoteva successo. Ma in tutti questi casi il nudo compariva all'interno di una scena mitologica o storia e questo lo rendeva più tollerabile per la mentalità dell'epoca. Manet abbandonava invece questa convenzione e rappresentava, nuda, una donna del suo tempo.
Anche sulla tecnica di Manet, lontano dalla tradizione, vennero sollevate non poche critiche. E così la tela venne respinta. Solo qualche critico più coraggioso, come lo scrittore Émile Zola comprese il valore dell'opera e la difesa pubblicamente. Il dipinto raffigura una giovane donna nuda e due uomini vestiti con abiti dell'epoca. Il gruppo è intento a godersi un picnic in un bosco mentre una quarta persona fa il bagno poco distante. La profondità del bosco è resa, con macchie di colore, dalle fronde degli alberi che si soprappongono una sull'altra come quinte teatrali. I colori sono distesi con pennellate veloci, con tonalità vive e squillanti come nel canestro di frutta in primo piano i cui toni caldi contrastano con quelli freddi nel vestito.

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