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Il Futurismo

La corrente artistica dei primi anni del Novecento che venne denominata Futurismo proprio per le idee ed i concetti moderni a cui si ispirava, esaltava il mondo della produzione e della meccanica, il dinamismo e la velocità con cui si muoveva la società moderna.
Nacque il 20 Febbraio 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto Del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro. I Futuristi pensavano fosse molto importante liberarsi del passato, sostenevano la distruzione dei musei, simbolo di una cultura ormai tramontata. L'azione doveva essere esaltata, in quanto espressione di trasformazione del presente. Attraverso la rappresentazione del movimento, veniva celebrato tutto ci che poteva esprimere energia, velocità e cambiamento.

Giacomo Balla - Vita
Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871.

Frequentò l'Accademia delle Belle Arti e successivamente si stabilì a Roma, dove lavorò come illustratore e ritrattista e partecipò ad alcune mostre annuali della Società degli Amatori e Cultori. Nel 1900 partì per Parigi per visitare la Eposition Universelle e lì vide delle opere di pittori impressionisti. La sua pittura combina un'attenzione alle tematiche sociali con l'interesse scientifico negli effetti della luce. Negli anni seguenti Balla intensifica i suoi studi sulla luce e sul movimento. Nel febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo. Balla è profondamente attratto dalle idee di Marinetti. Dall'incontro con Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russuolo e Gino Severini nasce il Futurismo nell'arte. Nel 1910 poi sottoscrive il Manifesto di Pittori Futuristi. Negli anni seguenti si occupa della realizzazione si scenografie, arredamento e abbigliamento. Fa anche esperimenti cinematografici. Tra il 1914 e il 915 si impegna in favore dell'intervento dell'Italia in guerra. Nel corso degli anni '30 Balla si dissocia dal movimento, nella convinzione che la "pura arte" si possa scoprire solamente nel realismo assoluto e d'ora in avanti le sue opere saranno caratterizzate da una pittura di tipo figurativo. Giacomo Balla muore a Roma nel 1958.

Gli artisti del Futurismo
Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, Antonio Sant'Elia, Fortunato Depero, Enrico Prampolini.
Per poter esaltare il progresso tecnologico, che ormai si era ben avviato con l’avvento dell’industrializzazione e delle nuove invenzioni, che avevano fatto in modo da far correre verso le grandi metropoli, migliaia di contadini, che avevano abbandonato la propria campagna, per sperare in un futuro migliore.

Con tutto questo sviluppo economico e tecnologico, questa nuova corrente letteraria che venne denominata Futurismo, proprio per le idee ed i concetti moderni a cui si ispirava, esaltava anche il mondo della produzione e della meccanica, proponendo il radicale rinnovamento di tutte le attività, anche artistiche, che dovevano con i loro lavori riflettere il dinamismo e la velocità con cui si muoveva la società moderna.
Alcuni hanno detto che, il Futurismo è come un inno alla modernità e al progresso, e che in esso si esalta l’azione, ma anche la violenza, la sopraffazione e anche la guerra.
Sulla scia del movimento letterario, alcuni artisti vollero pubblicare nel 1910 un Manifesto, dove vi erano i punti chiave della pittura futurista.
Le loro motivazioni sono simili a quelli dei cubisti, e cioè cogliere il reale nel suo divenire, come rappresentazione di fatti che accadono contemporaneamente o in istanti successivi. Però gli studi e le ricerche del Futurismo, si concentrano soprattutto sul Dinamismo e sull’ esaltazione della velocità.
I pittori futuristi, per rendere il movimento delle cose nello spazio e nel tempo, moltiplicano o scompongono l’immagine, aboliscono le regole della prospettiva tradizionale, e si servono della linea che con le sue molteplici traiettorie costituisce una sorta di prolungamento dell’oggetto, in quanto indica la direzione del movimento e coinvolge lo spettatore nello spazio del dipinto.
Tra i più rappresentativi artisti del Futurismo, troviamo: Umberto Boccioni (1882-1916), Giacomo Balla (1871-1958) e Gino Severini (1883-1966).
Nell’opera di Boccioni in particolare, è evidente l’interesse per la moderna società industriale, per l’acceso cromatismo e per l’esaltazione del movimento reso mediante l’uso delle linee - forza.

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