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Impressionismo

Il movimento Impressionista iniziò a svilupparsi in Francia nella seconda metà del 1800.
Nel 1874 nello studio del fotografo Nadar venne organizzata la prima mostra collettiva impressionista, a seguito del rifiuto della giuria del Salon di “Le Dejeneur sur l’herbe” di Manet e della creazione del Salon des Refuses (1863).
I giudizi furono prevalentemente negativi ed un critico li definì spregiativamente “impressionisti” per via del titolo di un’opera di Monet “Impression Soleil Levant” (Impressione, Sole che sorge). Esso è stato dipinto nel 1872 con la tecnica dell’olio su tela, grande circa come un grande televisore, raffigura un’aurora sul mare di Le Havre: all’orizzonte il pallido sole rossastro sorge dalla nebbia grigio-azzurra. L’autore ha eliminato i contorni e i contrasti dei chiaroscuri.

I maggiori esponenti del movimento Impressionista sono i già citati Manet e Monet, poi Renoir, Degas e Pisarro.
Essi dipingevano soprattutto scene di vita quotidiana e ritratti all’interno delle case e dei locali e paesaggi come il mare, la Senna e le campagne parigine.
I pittori impressionisti iniziarono a dipingere fuori, en plein air, soprattutto in campagna e nei pressi della Senna.
Erano molto attenti al colore che la luce riusciva a dare al soggetto: essa cambia infatti durante la giornata e con l’atmosfera.
Il colore era dato per piccoli tocchi, quindi per pennellate veloci e sovrapposte, senza nero, dando particolari angolazioni ai dipinti.
Infine la fotografia influenzò la ricerca dei pittori impressionisti, essa permetteva infatti loro di cogliere e fissare il movimento, la luce e il tempo atmosferico in una singola e ferma scena; quindi un nuovo modo di vedere la realtà e di scoprire, analizzare e riprodurre inquadrature insolite.

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