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Filippo Brunelleschi -Cupola di Santa Maria del Fiore

Tra i grandi progetti che a Firenze aspettavano di essere conclusi, il più problematico era certamente la costruzione della cupola del duomo della città. Considerata però la mole dell'edificio (la distanza tra i due spigoli apposti dell'ottagono di base è ci ca 55 m(, le tecniche costruttive ereditate dal Medioevo si rivelarono ben presto inaffidabili e i responsabili del cantiere esitavano su quale strada intraprendere. Quando nel 1418 venne indetto un concorso per realizzare finalmente la cupola, proposta di Filippo Brunelleschi fu giudicata a dir poco temeraria.
Brunelleschi aveva progettato una struttura di autoportante, in un grado ciè di sorreggersi da sola durante la costruzione, senza poggiare sulle tradizionali impalcate di legno (le cèntine). Il segreto della sua proposta consisteva nel prevedere due calotte distinte, una sovrapposta all'altra: quella interna, simile a una robusta gabbia di mattoni, reggeva il peso della costruzione; quella esterna, assai più leggera, ricopriva la prima come un gigantesco telo.

Per superare le enormi difficoltà che una simile impresa comportava, Brunelleschi progettò numerose macchine da cantiere, capaci di sollevare da terra i pensati blocchi di pietra e di portarli fino alla quota desiderata. I lavori, che occuparono l'architetto per tutta la vita, si conclusero nel 1436. Rimaneva da completare la lanterna, vale a dire il piccolo tampietto ottagonale posto in cima alla cupola. Anche per questa sua ultima opera egli preparò un accurato progetto, compreso un modellino in legno che si è miracolosamente conservato.
DATA: 1420-1436
MATERIALI: Laterizi
DIMENSIONI: Diametro esterno 55 m
COLLOCAZIONE: Firenze

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