pexolo di pexolo
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Ricerche sopra la natura e la causa della ricchezza delle nazioni


Nel primo volume dell’opera, all’ottavo capitolo, Adam Smith espose la seguente argomentazione innovativa: quando un proprietario terriero, un tessitore o un calzolaio ottiene maggiore profitto di quanto gli serve per mantenere la sua famiglia, egli utilizza il sovrappiù per assumere nuovi aiutanti, allo scopo di aumentare ulteriormente i suoi profitti. Quanti più profitti ottiene, tanti più aiutanti può impiegare. Ne consegue che un accrescimento dei profitti degli imprenditori privati è la base per l’accrescimento della ricchezza e della prosperità collettiva. Questo a condizione che l’imprenditore non consumi il surplus di profitti, ma lo reimpieghi continuamente nella sua attività: egli, infatti, diviene sempre più ricco, ma da questa ricchezza traggono vantaggio tutti gli aiutanti che mano a mano assume, creando un circolo virtuoso. Smith negò la tradizionale contraddizione tra ricchezza e morale, e aprì ai ricchi le porte del paradiso. Essere ricchi significò essere morali. Solo in un sistema economico non a somma zero l’acquisizione di ricchezza non è necessariamente un impoverimento degli altri, ma è anche un arricchimento degli altri e quindi non è un atto moralmente condannabile. Nel nuovo credo capitalista, il primo e più sacro comandamento è questo: “I profitti della produzione devono essere reinvestiti per incrementare la produzione.”
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