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Sconto di cambiali commerciali, presso istituti di credito

La banca che sconta una cambiale e che per ipotesi versa la somma netta di sconto al cliente presentatore della cambiale, acquista un credito cambiario sostenendo un costo misurato dall'uscita di cassa (o dall'accredito sul conto corrente del cliente) per la somma versata al cliente (l'uscita di cassa, o l'eventuale variazione numeraria negativa di regolamento) verrà registrata in un apposito conto denominato "portafoglio sconti" (il corrispettivo di "effetti all'incasso" che comparirà nella contabilità del cliente).
A questo costo si contrapporrà un ricavo pari al valore nominale che la banca incasserà alla scadenza: ricavo che sarà anch'esso misurato da una variazione di cassa.
Il conto "portafoglio sconti" funzionerebbe, quindi, come conto di reddito accogliendo in DARE il costo di acquisto delle cambiali e in AVERE il ricavo di realizzo delle cambiali alla scadenza. La differenza tra costo e ricavo potrebbe girarsi a uno speciale conto di reddito intitolato "sconti attivi" come utile lordo relativo alle considerate operazioni. Nella pratica, però, nel momento in cui si sostiene il costo delle cambiali scontate, le scritture della banca contrappongono alla variazione numeraria passiva che misura il costo, il valore nominale numerario del credito cambiario che misura il già noto ricavo e rilevano come componente positiva di reddito la differenza tra le due variazioni: differenza pari appunto all'eccedenza del ricavo sul costo.

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