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La pubblicità

Nascita: con il termine pubblicità s’intende una forma di comunicazione che vuole esercitare un’opera di persuasione sugli individui. È difficile individuare il momento preciso della nascita della pubblicità: già Babilonia oltre 5000 anni fa furono trovati resti di pubblicità, a Pompei numerose insegne con simboli semplici che rappresentavano un negozio, oppure il ritratto dei gestori. Nelle città medievali furono usate insegne a bandiera in misure eccessive, così le autorità regolamentarono il loro impiego. Furono inserite anche immagini religiose e militari (stendardi) in epoca comunale. Nel rinascimento ci fu il bisogno di pubblicizzare prodotti dato lo sviluppo del commercio. Per pubblicizzare un prodotto i venditori ne declamavano le qualità a voce, come i banditori che urlavano le ordinanze pubbliche. Dopo l’invenzione della stampa (XV sec.) ci fu la possibilità di affiggere in Europa i primi manifesti stampati. Fino all’ottocento però furono per lo più avvisi ufficiali.

Stampa: nel seicento iniziò la diffusione nei principali paesi Europei delle gazzette (settimanali) che contenevano notizie spesso estere. Erano però accessibili solo a un pubblico benestante per tutto il secolo. Nacque anche la réclame (1625), la prima forma di pubblicità, senza illustrazioni con un testo simile agli articoli giornalistici. Nel 1629 nacquero i primi fogli di soli annunci pubblicitari, che parlavano di libri e sostanze, a cui si accostò la gazette. In Italia questi giornali si svilupparono tra la fine 600 e l’inizio 700. Il primo manifesto italiano fu stampato nel 1691 a Venezia. Si sviluppò la figura del testimonial, cioè del personaggio famoso che presta la sua immagine per vendere un prodotto. Più il personaggio è famoso più è efficace.

Settecento: fu nel settecento che si sviluppò la réclame sui giornali soprattutto inglesi, grazie alla rivoluzione industriale. Nacque anche l’agente pubblicitarie, cioè colui che acquista spazi pubblicitari sui giornali per conto delle aziende. Nel 1712 il governo inglese mise una tassa sulla pubblicità che rallentò lo sviluppo. Anche la monarchia francese cercò di ostacolare la réclame, ma la rivoluzione francese del 1789 si liberò di questi vincoli. Negli USA invece la pubblicità non trovò ostacoli. Le tecniche usate durante quegli anni furono la xilografia (lastra di lame inchiostrata) e la litografia.

Ottocento: vennero fondate negli USA (1841) le prime agenzie d’affari che vendevano spazi pubblicitari, e lo sviluppo pubblicitario avvenne grazie alla crescita degli spazi disponibili sulla stampa. I giornali americani, privi di tasse erano venduti ad un prezzo accessibile e ebbero una grande diffusione. La stampa francese era contraria all’introduzione della pubblicità su stampa, perché riteneva che potesse infrangere il prestigio dei giornali. A Parigi nel 1845 nacquero alcune società che effettuavano presso le aziende la raccolta degli annunci pubblicitari da pubblicare sui giornali. Anche negli Stati Uniti nacquero numerose concessionarie e agenzie di pubblicità che si resero conto che era necessario assumere giornalisti e scrittori in grado di scrivere testi degli annunci. In Inghilterra la pubblicità dal 1833 accelerò grazie all’abolizione della tassa. Anche in Italia ci fu una notevole espansione economica e della stampa. A partire dagli anni ottanta dell’ottocento fu possibile utilizzare anche per le illustrazioni la tecnica litografica che migliorò la qualità dell’immagine. Nel 1893 fu inventata la quadricromia cioè stampa a 4 colori (rosso giallo blu verde). Fu anche utilizzato lo stile Liberty per le pubblicità ossia linee sinuose e ornate.

Novecento: negli USA all’inizio del novecento il fenomeno delle riviste illustrato era già molto importante, anche per riviste orientate al settore femminile. In Italia per questo fu necessario aspettare gli anni trenta e per far assumere al settore femminile dimensioni rilevanti fino al secondo dopoguerra.

Manifesto: i primi manifesti con immagini in bianco e nero e caratteri a stampa iniziarono a tappezzare i muri delle città più importanti dai primi decenni dell’Ottocento. Era scritti con una scrittura tipografica compatta, indifferenziata e lineare con solo qualche titolo per movimentare l’insieme. Nell’ottocento iniziarono ad apparire i primi slogan, cioè delle frasi ad effetto in grado di catturare l’attenzione del lettore. Nel novecento gli slogan si diffusero anche in Francia e nel 1930 in Italia. Questo avvenne quando l’immagine ebbe il sopravvento sul testo poiché consentiva ai manifesti di comunicare il loro messaggio con grande immediatezza e di raggiungere quindi anche un pubblico analfabeta. I primi a usare i manifesti furono gli editori che gli facevano realizzare da artisti illustratori, per pubblicizzare i loro romanzi. In seguito fu usato da teatri, cabaret e circhi. Il manifesto migliorò nell’efficacia in seguito grazie alla cromolitografia. Molti artisti specializzati nella creazione di manifesti si misero in proprio creando degli studi d’artista. Nell’ottocento i manifesti avevano delle caratteristiche che li legavano ancora alla tradizione borghese (verticali). In occidente la strada si trasformò ben presto nel principale luogo di pubblicità. Nacque così il poster, manifesto pubblicitario di grandi dimensioni, realizzato anche orizzontalmente, in grado di permettere alla pubblicità di invadere con immagini gigantesche posizioni strategiche. In Italia questo ci fu alla fine dell’ottocento. I passanti così vedevano immagini sempre più originali, e i manifesti furono affissi in molti più luoghi.

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