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Processo di privatizzazione

Il sistema italiano ad economia mista è entrato in crisi tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta del secolo scorso.
L’Italia, provata dalla seconda guerra mondiale, trova nell’intervento dello Stato il modo per eliminare il dualismo economico tra Nord e Sud.
Negli anni Settanta-Ottanta, terminata la fase dell’industrializzazione, lo Stato avrebbe dovuto ridimensionare l’intervento pubblico.
In quegli anni, il ricorso ai fondi statali per coprire i deficit di bilancio delle imprese pubbliche era giunto a livelli incontenibili, peggiorato dalla crisi economica generalizzata a seguito dello shock petrolifero del 1973.

Nel 1992 fu varato un programma governativo di privatizzazioni che poteva essere:

Formale: trasformazione dell’ente pubblico economico in SPA con l’attribuzione della titolarità dell’intero pacchetto azionario allo Stato;

Sostanziale: viene ceduto ai provati il capitale azionario derivante dalla trasformazione degli enti economici.

Il processo di privatizzazione dei servizi di pubblica utilità deve essere accompagnato da una regolazione del mercato che garantisca i consumatori, evitando di correre il rischio di passare da un monopolio pubblico ad un monopolio privato non regolato.

La maggior parte delle privatizzazioni sono state effettuate attraverso due metodi:

• AZIONARIATO DIFFUSO: public company su stampo anglosassone, le azioni sono diffuse fra la collettività, cosicché non vi è un azionista di maggioranza. Si crea, in pratica, una separazione tra proprietà e gestione;

• NOCCIOLO DURO: su stampo tedesco, si tratta di un nucleo stabile di azionisti: uno o più azionisti controllano la società e quindi proprietà e gestione coincidono.
Queste società non sacrificano gli investimenti a lungo termine, in quanto non hanno paura di essere “licenziati” perché amministratori coincidono con i proprietari.

Uno strumento molto utilizzato dal Governo britannico è l’azione d’oro:
AZIONE D’ORO: quota azionaria che lo Stato può riservarsi al momento del collocamento sul mercato di un’azienda pubblica e che gli conferisce poteri particolari.

Il potere privilegiato dello Stato viene specificato nello Statuto, il quale ha un “diritto di veto” su particolari questioni.

Nel momento in cui lo Stato ha privatizzato alcuni settori “delicati”, sono nate delle Authority volte a garantire che in quel settore siano rispettate delle condizioni.

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