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Principi di redazione del bilancio, in particolare normativa costituzionale e ordinaria

Il bilancio è la dichiarazione giuridico-contabile che contiene l’indicazione delle entrate e delle uscite dell’amministrazione statale relative a un dato periodo di tempo (anno finanziario: periodo di tempo al quale si riferiscono le entrate e le uscite registrate nel bilancio).
Il bilancio ha il compito di svolgere tre funzioni:
- Informativa (diviene lo strumento per la rappresentazione delle risorse pubbliche disponibili)
- Allocativa (diventa lo strumento per la decisione politica)
- Esecutiva (diviene lo strumento per la gestione delle risorse stanziate)
Per quanto riguarda il bilancio dell’amministrazione statale, è importante considerare il ruolo del Parlamento. Dall’introduzione del suffragio universale, i Parlamenti hanno potuto estendere le spese pubbliche soprattutto di carattere sociale a tutta la popolazione (in particolar modo ai ceti meno abbienti).

Attualmente il compito del Parlamento è quello di adottare e approvare il bilancio, il quale non potendosi fondare solo su metodologie tecniche, deve essere regolamentato da norme secondo principi prefissati a livello Costituzionale.
Il bilancio dell’amministrazione statale trova fondamento nell ’art. 81 della Costituzione, il quale indica che lo Stato ha l’obbligo di assicurare l’equilibrio tra entrate e uscite, tenendo conto delle fasi avverse e favorevoli del ciclo economico (=andamento oscillatorio attorno a una tendenza che nel breve periodo caratterizza la misura aggregata dell’attività economica, ossia il PIL).
Il bilancio dell’amministrazione statale è regolato anche dalla normativa ordinaria, ovvero un insieme di leggi che disciplinano il bilancio in tutti i suoi aspetti e le sue fasi (redazione, approvazione e esecuzione). Nel 2009 è stata approvata una legge di riforma della contabilità e della finanza pubblica, nella quale è stato aggiunto il concetto di coordinamento e trasparenza non solo a livello nazionale ma anche europeo (principi di buona amministrazione art. 97 Costituzione).

Dopo aver definito il neoliberismo, spiega quale politica del bilancio era presente negli anni ’90, recepita poi dal nostro paese. Definisci Patto di stabilità e Semestre europeo.
Il neoliberismo è un paradigma economico-politico che sostiene (oltre al pareggio di bilancio) l’insieme di servizi-diritti mediante i quali uno Stato civile garantisce la tutela delle categorie più deboli. A partire dagli anni ’90 le teorie neoliberiste promuovono un tendenziale pareggio di bilancio, concetto recepito ultimamente anche dall’Italia. A causa del continuo aumento del debito pubblico degli Stati nell’’eurozona, nasce la necessità di attuare regole più serie per favorire il pareggio di bilancio anche nelle leggi nazionali (art. 81 Costituzione).

Con i Trattati europei e in modo particolare il trattato di Maastricht del 1992, si è deciso di obbligare i singoli Stati a rivedere gli squilibri nei conti pubblici. Collegato direttamente al trattato di Maastricht, nel ’97 è stato adottato il Patto di stabilità, un accordo, stipulato e sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (Eurozona) cioè rafforzare il percorso d’integrazione monetaria intrapreso nel 1992con la sottoscrizione del trattato di Maastricht.
Il semestre europeo è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'ambito dell'UE. Rientra nel quadro della governance economica dell'Unione europea. Si concentra sul periodo di sei mesi dall'inizio di ogni anno; per questo si chiama "semestre". Durante il semestre europeo gli Stati membri allineano le rispettive politiche economiche e di bilancio agli obiettivi e alle norme convenuti a livello dell'UE. Il semestre europeo si articola intorno a tre nuclei di coordinamento della politica economica:
• riforme strutturali, con un accento sulla promozione della crescita e dell'occupazione (in linea con la strategia Europa 2020)
• politiche di bilancio, con l'obiettivo di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche (in linea con il patto di stabilità e crescita)
• prevenzione degli squilibri macroeconomici eccessivi

Sistema di governance multilivello e cooperazione governativa
Le politiche di governance sono modalità di gestione degli aspetti economici da parte del potere pubblico negli Stati maggiormente modernizzati. Prevalentemente si tratta di Paesi capitalisti dove la prospettiva del potere pubblico è suddivisa tra più soggetti (cooperazione governativa). Si distinguono dal sistema dei Paesi socialisti a regime di economia pianificata (come nel caso dell’ex unione sovietica, o attualmente di Cina, Corea del Nord e Cuba) i quali adottano politiche di government.
Quest’ultimo è un sistema caratterizzato da azioni intraprese in quei contesti in cui lo Stato opera in maniera centralizzata.
La governance (modello di organizzazione strutturale della politica economica contemporanea da parte di numerosi governi europei o extraeuropei, caratterizzata da interdipendenza, armonizzazione, integrazione e cooperazione) è alla base delle scelte europee: in questo caso, dato che le autorità sono condizionate a più livelli (Unione, Stati, regioni) si parla di multi-level governance e di stato di concertazione (trova fondamento nel principio di sussidiarietà art. 118 Costituzione).

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