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I principi dell'economia

1) Il bisogno è uno stato di necessità che provoca una sensazione di disagio.
2) L’economia politica ha come presupposto la scarsità delle risorse e studia l’attività svolta dall’uomo per soddisfare i suoi bisogni.
3) L’attività economica è quella che l’individuo svolge per procurarsi i mezzi per soddisfare i bisogni.
4) Un bene è economico quando è disponibile in quantità limitata, è reperibile ed è utile, cioè idoneo a soddisfare un bisogno.
5) I sevizi sono prestazioni offerte da determinati soggetti per soddisfare i bisogni di altri, i quali devono usufruirne nel momento in cui vengono offerti.
6) L’insieme dei beni e dei servizi si definisce ricchezza.
7) Il reddito monetario è il complesso delle entrate di cui un soggetto dispone in un certo periodo di tempo.
8) Il reddito reale è l’insieme di beni e servizi che un soggetto può acquistare con il reddito monetario.
9) Il consumo consiste nell’acquisto di beni e servizi per soddisfare un bisogno.
10) Il risparmio è la parte di reddito non consumata.
11) L’investimento consiste nell’acquisto di beni economici necessari per consentire il processo produttivo.

L’attività economica delle famiglie

Le famiglie:
1) Partecipano al processo produttivo: lavorano per le imprese offrendo la loro attività lavorativa.
2) Sono processo di scambio: perché consumano i beni e servizi che hanno contribuito a produrre.
3) Danno alle imprese i propri risparmi
4) Tutto ciò influenza la produzione, il consumo, il risparmio e gli investimenti.
5) La più importante fonte di reddito è il lavoro.
6) Se aumentano sia il salario sia i prezzi (ma i p. meno) il salario reale cresce meno di quello monetario. Se il salario monetario e i prezzi crescono uguali, non c’è incremento di reddito. Se il salario monetario aumenta meno dei prezzi o se i prezzi aumentano e il salario monetario rimane invariato, il salario reale diminuisce. Se dopo l’aumento dei prezzi non c’è un adeguamento dei salari si abbassa il tenore di vita.

Tipi di lavoro e salario

Il lavoro è un attività intellettuale o manuale compiuta dall’uomo per vari motivi, il prevalente è procurarsi il denaro. Il reddito assume denominazioni diverse a seconda del tipo di lavoro svolto: il lavoro indipendente o autonomoe il lavoro dipendente: si riceve un salario se si svolge un lavoro manuale, e uno stipendio se è intellettuale. In generale si parla di salario sotto due aspetti:

1) Salario nominale: quantità di moneta che il lavoratore dipendente riceve periodicamente.
2) Salario reale: quantità e qualità di beni e servizi acquistabili con il salario nominale. Non sempre un aumento del S.N. comporta un aumento del S.R. per l’andamento dei prezzi.

Destinazione e composizione del reddito

Il reddito delle famiglie (composito, può venire oltre che dal lavoro da altre fonti) può essere impiegato in consumi e risparmi, le decisioni per quanto risparmiare e per quanto consumare variano per diversi fattori tra i quali l’ammontare del reddito.

Consumi

I consumi sono in base all’ammontare del reddito, se questo è basso si è in grado di soddisfare solo i bisogni di base mentre se è alto anche quelli secondari. All’aumentare del reddito il consumo aumenta ma in maniera meno che proporzionale, mentre il reddito in modo più che proporzionale. Dalla composizione dei consumi è possibile ricavare il livello di sviluppo economico e sociale di una comunità: se il reddito è usato per consumi di sussistenza è un paese sottosviluppato, se il consumo di beni secondari supera quello di beni primari è un paese sviluppato.
I consumi sono influenzati da altri fattori (pubblicità, moda ecc) che spingono a consumare di più. Nei paesi avanzati c’è il consumismo (ricerca esasperata di consumo che supera di gran lunga i normali bisogni) che porta a consumare beni sempre nuovi grazie alla pubblicità. Non sempre però in questi paesi sono assicurati i bisogni primari. Le famiglie sono raggiunte dal mezzo pubblicitario con strumenti più o meno tradizionali [giornali, tv, sponsorizzazione ( mezzo di promozione adottato da aziende che investono sulla pubblicità. Finanziare un’altra impresa o associazione che opera in tutt’altro settore)] La pubblicità non sempre mostra la verità sui beni.

Consumo insostenibile

La crescita incontrollata dei consumi è caratterizzata da comportamenti errati delle famiglie (sollecitate dalle pubblicità) che hanno compromesso la qualità dell’ambiente con il principio dell’ “usa e getta” facendo sorgere i problemi del degrado e dell’inquinamento. Dagli anni ’70 la tutela dell’ambiente è diventata una priorità del vivere civile. Le imprese devono adottare processi produttivi puliti. Le famiglie devono rivedere i loro consumi in modo che le loro scelte siano consapevoli e quindi sostenibili. I consumi sono insostenibili quando:
- Sono eccessivi rispetto ai bisogni e generano sprechi.
- I beni consumati per essere prodotti provocano una quantità di gas inquinanti.
- Determinano un eccesso di rifiuti
- Sono sproporzionati rispetto alle risorse disponibili per l’intero pianeta.

Consumo sostenibile

Scelta e utilizzo di beni e servizi che rispondono ai bisogni dell’uomo e garantiscono una vita migliore, salvaguardando e valorizzando le risorse naturali, riducendo al minimo l’inquinamento senza compromettere la soddisfazione dei bisogni delle generazioni future.
Le famiglie possono favorire la conservazione dell’ambiente in momenti diversi:
- Quando scelgono i beni e i servizi per soddisfare i loro bisogni.

- Quando usano i beni che hanno scelto.
- Quando eliminano i rifiuti.
Le scelte del consumatore devono essere consapevoli. Per individuare le caratteristiche del prodotto è necessario osservare alcune regole:
- Leggere l’etichetta.
- Indirizzarsi verso prodotti biologici.
- Non sottovalutare al confezione.
I consumatori quando utilizzando i beni devono cercare di sfruttarli il più possibili senza fare “usa e getta”. I consumatori devono assumere un comportamento sostenibile anche nel momento dello smaltimento dei rifiuti: se le scelte sono state consapevoli gli scarti saranno contenuti (evitare imballaggi inutili, pratica del riuso). Nello sbarazzarsi dei rifiuti si salvaguardia l’ambiente e si risparmiano risorse favorendo la raccolta differenziata (compito che spetta alle famiglie, suddividere la carta, il vetro ecc.. negli appositi contenitori. Con questa pratica si possono recuperare beni che hanno ancora un valore ecologico.) e il riciclaggio. Le famiglie devono rendersi conto che i problemi ambientali riguardano tutti da vicino e solo se ogni individuo assume comportamenti sostenibili la natura potrà ritrovare il proprio equilibrio.

Risparmio delle famiglie

Il risparmio è la parte di reddito che le famiglie accantonano per il futuro sottraendola ai consumi immediati. Le famiglie sono indotte a risparmiare per diversi motivi:
- ammontare del reddito di cui dispongono: riferito alla legge economica del consumo e del risparmio in funzione al reddito (fattore economico).
- Incertezza del futuro: un individuo risparmia anche per garantirsi da eventuali rischi economici futuri (fattore economico – psicologico).
- Le abitudini di vita: dipendono strettamente dai livelli di consumo dell’individuo (fattore economico – psicologico)

- Ammontare dei tassi di interesse corrisposto: il risparmio può essere investito e in minore o maggiore quantità a seconda del rendimento dei vari tipi di impiego. Il rendimento è ciò che frutta un investimento e quindi è la ricchezza aggiunta che si ottiene con l’investimento. Il rendimento sarà maggiore o minore a seconda del tasso di interesse (strumento per calcolare il rendimento di un interesse). Fattore solo economico.
- Tendenza all’avarizia: a seconda del carattere dell’individuo e non dalla situazione economica (fattore solo psicologico).
Le famiglie non custodiscono più i propri risparmi in casa (tesoreggiamento improduttivo sia per le famiglie che per le imprese perché il denaro disponibile è scarso e il denaro necessario per gli investimenti non sarà trovato) ma li impiegano in maniera diversa (risparmio volontario) portando un compenso alle famiglie.

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