Ominide 2989 punti

La distinzione classica non ha più senso perché riscontriamo elementi comuni: ovunque c’è un processo di acquisizione di denaro, di beni, di servizi, ecc .. dappertutto tutti questi elementi, che chiamiamo fattori produttivi, sono combinati per ottenere un output cioè un bene o un servizio da destinare a qualcun altro.
La differenza tra le varie aziende sta solo nella modalità in cui l’output è destinato all’esterno.
- Aziende che destinano all’esterno ciò che hanno prodotto seguendo la logica dello scambio  libera negoziazione, cioè c’è chi compra e c’è chi vende senza costrizione. Possiamo avere 2 sottoclassi:
1. la prima è quella delle aziende che destinano mediante scambio con orientamento al profitto (l’impresa)
2. aziende che destinano sempre con una logica in qualche modo riconducibile allo scambio ma senza orientamento al profitto (le aziende NO profit)
- Aziende che destinano all’esterno sulla base di condizioni di scambio atipico  la negoziazione è unilaterale cioè ci sono servizi preconfezionati, c’è un’offerta rispetto alla quale posso solo scegliere se aderire o no. È chi governa l’azienda pubblica che definisce delle priorità e stabilisce quali tipologie di servizi erogare alla collettività e in che modo.

Immaginiamo un impresa retta in forma societaria può ottenere capitale da chi ha dato vita all’azienda cioè dai soci. Essi conferiscono capitale e l’impresa così ottiene la disponibilità di una somma di denaro

Hai bisogno di aiuto in Economia & Ragioneria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email