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Organizzazione del lavoro e politiche del personale

Appunto sulle forme di organizzazione del lavoro, sulla gestione del personale e il contratto di lavoro

E io lo dico a Skuola.net
Organizzazione del lavoro e politiche del personale
L’organizzazione è la disciplina che studia e predispone le combinazioni economicamente più convenienti del lavoro umano e dei beni disponibili nell’impresa.
ORGANIZZAZIONE: disciplina che studia e predispone le combinazioni economicamente più convenienti del lavoro umano e dei beni disponibili nell’impresa.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: parte dell’organizzazione aziendale che si occupa di coordinare e utilizzare razionalmente le risorse umane.

Le forme di organizzazione del lavoro devono:

• Determinare una divisione del lavoro, in modo che ciascuno abbia compiti e responsabilità ben definiti;
MANSIONE: insieme dei compiti che ciascun soggetto è chiamato a svolgere.

• Identificare i centri di potere, con funzioni di direzione e controllo;

• Istituire un adeguato sistema di comunicazione che permetta il collegamento e il coordina-mento tra gli organi ai vari livelli;

• Adeguare le strutture aziendali ai cambiamenti provenienti dall’ambiente esterno.

I meccanismi di coordinamento stabiliscono le modalità di circolazione delle informazioni e il controllo sull’esecuzione materiale delle direttive impartite.

• Gli ordini sono impartiti dagli organi gerarchicamente superiori a quelli subordinati, seguendo un canale di comunicazione formale.

• Le informazioni sono notizie che possono circolare seguendo canali di comunicazione informali, sia in direzione top-down sia viceversa.
I meccanismi di coordinamento costituiscono l’insieme delle regole, che permettono all’azienda di funzionare.
I meccanismi di coordinamento, sono determinati dallo stile di direzione.


Lo stile di direzione può essere:

• AUTORITARIO: quando un superiore impone i suoi ordini ai subordinati e ne controlla direttamente o indirettamente l’esecuzione. Il potere decisionale è saldamento accentrato nelle mani del vertice strategico.
Questo tipo di stile non stimola le motivazioni del personale dipendente.
La prestazione lavorativa di ciascun dipendente è legata sia alla retribuzione percepita, sia al clima che caratterizza l’ambiente lavorativo.

• PARTECIPATIVO: è fondato sulla delega del potere decisionale e sulla responsabilizzazione dei dipendenti.
Tanto più ampio sarà questo stile di direzione, tanto più ampie saranno le deleghe conferite.

Si ha un Rapporto fiduciario quando un individuo, titolare di determinati poteri decisionali e di responsabilità collegati a una prestazione lavorativa, delega a un altro individuo, detto agente, l’autorità necessaria per svolgere per proprio conto e nel proprio interesse quella determinata prestazione.
L’agente viene remunerato con un corrispettivo; il delegante mantiene invece poteri di controllo.

La funzione del personale
Tutte le imprese si avvalgono dell’opera di persone che prestano le loro energie e le loro capacità professionali per lo svolgimento dell’attività aziendale. Queste persone possono essere:

• LAVORATORI AUTONOMI: quando, dietro compenso, collaborano con l’impresa senza vincoli di subordinazione e decidono autonomamente come fornire le proprie prestazioni e come organizzare il proprio lavoro.

• COLLABORATORI A PROGETTO: vincolati all’esecuzione di un progetto specifico o di un programma di lavoro, determinati dall’impresa ma gestiti autonomamente dal collaboratore;

• LAVORATORI SUBORDINATI: quando, dietro retribuzione, prestano la loro opera intellettuale o manuale all’interno dell’impresa in base ad un vincolo di subordinazione, per cui devono assoggettarsi alle direttive impartite dall’imprenditore. Sono lavoratori subordinati i dirigenti, i quadri intermedi, gli impiegati e gli operai.
I lavoratori subordinati hanno diritto ad una retribuzione commisurata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al riposo settimanale, alle ferie.
Tra gli obblighi, rientra lo svolgimento del lavoro con diligenza e fedeltà all’impresa: è vietato cioè esercitare un’attività concorrente oppure divulgare o usare per scopi personali notizie riservate relative all’impresa.

• ASSOCIATI IN PARTECIPAZIONE con apporto di solo lavoro:
persone che collaborano con l’impresa per determinate attività. Il loro lavoro viene remunerato con una percentuale sugli utili realizzati tramite il loro contributo. Sono privi di copertura previdenziale, e quindi rappresentano una variante più conveniente dei lavoratori a progetto.

La funzione del personale gestisce i rapporti con i collaboratori dell’impresa dal momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro fino al suo scioglimento.

All’interno dell’azienda, i complessi adempimenti relativi al personale dipendente sono riservati all’ufficio Gestione delle Risorse Umane. Nel caso di piccole aziende, è più conveniente avvalersi dei consulenti del lavoro.

Il reclutamento di personale adeguato è essenziale per il successo di ogni impresa. Per questo motivo, la selezione è affidata a persone qualificate, in grado di valutare le capacità dell’aspirante all’assunzione.
Quando infatti l’impresa si trova ad operare con personale non adatto alle sue necessità, sostiene sia costi visibili, legati alle retribuzioni dei dipendenti, ma anche dei costi occulti.
Ogni impresa, deve stabilire le sue necessità qualitative e quantitative nel breve, medio e lungo periodo: deve cioè predisporre un piano di reclutamento.

Quando l’impresa necessita di una nuova figura professionale, può ricorrere a due tipi di canale di reclutamento:

• C.R. INTERNO: attuato ricorrendo alla mobilità interna, spostando cioè il personale da un ufficio all’altro.

• C.R. ESTERNO: attivate ricorrendo a nuove assunzioni, per le quali vale il principio generale dell’assunzione diretta nominativa. Il datore di lavoro che necessita di nuovo personale, chiama direttamente il lavoratore che gli interessa, ricorrendo anche a opportune forme di selezione dei candidati.
Tale adempimento va assolto in via preventiva, cioè entro il giorno precedente la data dell’assunzione.

Gli uffici di collocamento possono essere pubblici o privati:

• Pubblici: sono di competenza delle Regioni, che a loro volta, trasferiscono tali attribuzioni alle Province. Il collocamento pubblico viene esercitato dai Centri per l’Impiego, distribuiti territorialmente.
I centri per l’impiego compilano la scheda professionale elettronica (sostituisce il libretto di lavoro), nella quale sono inseriti i vari dati e le informazioni relative alle esperienze formative e professionali.
Le Regioni, devono inoltre predisporre un elenco anagrafico online contenente i dati della scheda professionale.

• Privato: quando l’attività di collocamento è svolta da agenzie per il lavoro private, che hanno ottenuto l’iscrizione a un apposito albo istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Tali agenzie possono svolgere anche attività di somministrazione di lavoro, ricerca e selezione di personale, e supporto alla ricollocazione professionale.

• Altri: possono operare sul mercato del lavoro anche altri soggetti per i quali non è necessaria l’iscrizione albo, a condizione che operino senza fine di lucro. Questi sono i Comuni, le CCIAA, le università e le scuole superiori.

I servizi per l’impiego propongono, entro 6 mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione, l’adesione del disoccupato a iniziative di inserimento lavorativo.
Lo stato di disoccupazione viene perso in caso di mancata adesione alle iniziative formative o di rifiuto di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno e indeterminato, o anche di un lavoro a termine di durata superiore a 8 mesi nell’ambito del territorio regionale.

Tutti gli operatori del mercato del lavoro hanno l’obbligo di trasmettere i dati relativi ai lavoratori in stato di disoccupazione, alla Borsa continua nazionale del lavoro, una banca dati online istituita per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.
Le imprese che lo desiderano, possono inoltre fare inserzioni sui quotidiani o avvalersi dell’opera di agenzie per il lavoro, specializzate nella ricerca e selezione del personale.
Gli aspiranti all’assunzione, sono sottoposti a una selezione ad opera della stessa impresa oppure da parte dell’agenzia per il lavoro incaricata.
Dopo un colloquio preliminare, l’impresa passa ad una selezione vera e propria, consistente in prove scritte, prove orali e test.
Ogni cittadino ha il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni, o comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il 18° anno di età. In questi casi, è possibile stipulare un contratto di apprendistato.
Per favorire l’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro, le imprese devono obbligatoriamente assumere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categoria protette.

Il rapporto di lavoro subordinato
Al momento dell’assunzione, tra dipendente e impresa nasce il rapporto di lavoro subordinato.

Il contratto di lavoro può essere:

• A TEMPO INDETERMINATO: stipulato senza indicazione di scadenza e può estinguersi in modo consensuale, o per licenziamento oppure per dimissioni.

• A TEMPO DETERMINATO: consentito per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che devono risultare da un atto scritto consegnato al lavoratore entro i primi 5 giorni dall’inizio della prestazione. Il contratto può essere prorogato una sola volta. Il datore di lavoro deve provare le ragioni della proroga, che si deve riferire alla stessa attività lavorativa per la quale era stato assunto. Se alla scadenza, il lavoratore è riassunto entro 10 giorni (per precedenti contratti a termine fino a 6 mesi), o entro 20 giorni (per precedenti contratti a termine superiori a 6 mesi), il secondo rapporto diventa automaticamente a tempo indeterminato.

È vietato stipulare contratti a termine per:
- sostituzione di lavoratori in sciopero;
- svolgere le stesse mansioni di lavoratori licenziali con procedura collettiva nel 6 mesi precedenti;
- eseguire i medesimi compiti di lavoratori collocati in CIG.

Le imprese che non sono in regola con le norme sulla sicurezza, non possono utilizzare i contratti a termine.

I contratti di lavoro subordinato, prevedono generalmente un periodo di prova del dipendente. Il periodo di prova ha durata diversa.
Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere sciolto in qualunque momento senza obbligo di preavviso né da parte dell’impresa né da parte del lavoratore.
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