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Storia della moneta

La prima forma di moneta che si trova, è la moneta merce, utilizzando il baratto.
Questo però aveva alcuni difetti:
• Necessità di trovare una coincidenza dei bisogni;
• Problemi dei prezzi relativi: ogni bene aveva diversi prezzi in base od ogni altro bene.

La moneta merce ha un valore intrinseco, ha cioè un valore di per sé.
L’economia, andando avanti, ha anche fatto delle selezioni riguardo ai beni da utilizzare come moneta.
A questo punto, si sono affermati i metalli, più efficienti di altri beni, in quanto hanno diversi vantaggi, quali:
• Non deperibilità: non vanno a male;
• Divisibilità: necessità di poterli dividere senza perdite;
• Alto valore intrinseco: ciò che abbia molto valore in poco spazio;

• Stabilità di valore nel tempo: i beni continuavano ad avere stabilità di valore nel tempo.

Successivamente, nacquero le prime banche, dove i cittadini potevano depositare i loro averi. In cambio, i banchieri rilasciavano delle ricevute.
Iniziarono così a circolare le ricevute: potevano essere consegnate ad un creditore e questi, depositandole presso la sua banca, otteneva poi la somma nominale: si affermò così la moneta segno.

Quando si sono formati i primi Stati Nazionali, il potere di battere moneta se lo sono preso gli Stati stessi, anche perché garantivano che quella moneta pesasse quella determinata cifra stabilita.

Quando aumentava il valore dell’oro sul mercato, la popolazione faceva fondere le monete.

Così, hanno cominciato a circolare più ricevute rispetto alla moneta. Si svilupparono i crediti concessi dalle banche.

La carta moneta (ricevute) era convertibile in oro.

Le banche centrali, dal 1918 circa, hanno iniziato ad emettere carta per quantità molto superiori all’oro nei depositi centrali.
Questo perché agli Stati dovevano pagare i soldati e comunque i costi della guerra.

Fu abolita la possibilità di conversione in oro della carta moneta.

Una legge, quindi, stabilì che la moneta doveva essere accettata da tutti come mezzo di pagamento: si parla dunque di moneta a corso forzoso.

La Banca Centrale deve controllare i prezzi perché se questi aumentano notevolmente, la moneta perderebbe sempre più valore.

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