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Moneta - Sistema macroeconomico

In ogni sistema economico, la moneta svolge tre funzioni:

• Mezzo di pagamento: è strumento necessario alla realizzazione di ogni scambio;

• Riserva di valore: rappresenta un potere d’acquisto spendibile anche in periodi futuri;

• Unità di misura dei valori: è metro di valutazione di tutti i beni e servizi.

La moneta consente alle famiglie di risparmiare una parte del reddito guadagnato per spenderlo in futuro, e alle imprese di decidere liberamente se reinvestire gli utili realizzati oppure accantonarli per un investimento successivo.

La ricchezza finanziaria delle persone, infatti, è data dalla ricchezza detenuta in forma di moneta + ricchezza investita in titoli che fruttano un interesse.

Detenendo moneta in forma liquida, gli operatori possono disporre in ogni momento del proprio denaro, ma non avranno in cambio nessun guadagno.

Investendo in attività finanziarie, invece, gli operatori, perdono per un certo periodo la disponibilità delle loro risorse liquide, ma in cambio ottengono un interesse da coloro a cui le hanno prestate.

La domanda di moneta
DOMANDA DI MONETA: quantità di moneta che la gente tiene in forma liquida.

La moneta viene principalmente tenuta in forma liquida per le seguenti motivazioni:

• Motivi TRANSAZIONALI: per effettuare le spese. La quantità di moneta domandata dipende dal livello di reddito;

• Motivi PRECAUZIONALI: gli individui decidono di detenere scorte liquide anche per far fronte a spese impreviste.
La quantità di moneta domandata dipende dal livello di reddito;

• RISERVA DI VALORE: la moneta in tale funzione è alternativa ai titoli: essa non rende nulla, ma è sempre disponibile per essere utilizzata.
La domanda di moneta come riserva di valore, dipende dal tasso di interesse: all’aumentare di i diminuisce la quantità di moneta tenuta in forma liquida (e viceversa).

• Motivi SPECULATIVI: tanto più basso è il tasso di interesse sul mercato, tanto meno una persona sarà incentivata ad investire.
Questo motivo, è infatti connesso alla possibilità di realizzare guadagni speculando sulla differenza tra il prezzo corrente e il prezzo che si presume potrà avere il titolo in futuro.

Dunque, la quantità di moneta che gli operatori decidono di tenere, cresce al crescere del loro reddito, mentre diminuisce all’aumentare del tasso di interesse sui mercati finanziari.

↑ Y ↑ L ↑ i ↓ L

Un aumento del tasso di interesse, spinge gli operatori economici a rinunciare alle loro liquidità per acquistare titoli (e viceversa).
Ad n tasso di interesse talmente basso, però, gli operatori non saranno invogliati a comprare titoli, cosicché decidono di tenere tutta la loro ricchezza in moneta (liquidità).
A tale livello, che prende il nome di trappola della liquidità, la domanda di moneta è infinita.

Variazioni del reddito, invece, determinano spostamenti della curva di domanda di moneta. Infatti, a pari livello del tasso di interesse, un incremento del reddito fa crescere la domanda di moneta (e viceversa).

Una ragione aggiuntiva per domandare moneta, è connessa alla possibilità di realizzare guadagni speculando sulla differenza tra il prezzo corrente e il prezzo che si presume potrà avere il titolo in futuro (Motivo SPECULATIVO).
Gli speculatori acquistano i titoli quando il prezzo è basso e li rivendono quando è salito.
Dunque, quando il prezzo (di acquisto) dei titoli è alto, gli speculatori preferiscono disporre di una notevole quantità di moneta in forma liquida, in attesa che i valori dei titoli scendano.

Esiste una relazione inversa tra il valore di un titolo e il livello dei tassi di interesse: quando i tassi di interesse sono alti, il valore dei titoli è ridotto; quando i tassi di interesse sono bassi, il valore dei titoli è alto. ↑ tassi ↓ prezzo titoli

€ 100 3% scad. 5 anni (anno n)
€ …... 4% (anno n+1) ← una persona comprerà il titolo al 3%, ma lo pagherà
meno, per poter avere almeno lo steso risultato alla scadenza. 100 al 3% = … al 4%


€ 100 3% (anno n)
€ …... 2% (anno n+1) ← quando una persona compra un titolo che vale 100,
ma lo paga più di 100, il tasso di rendimento sarà più basso.

Così, quando il tasso di interesse è probabile salga, gli speculatori si aspettano una diminuzione del valore dei titoli in loro possesso. Essi allora li venderanno per non incorrere in perdite successive e tratterranno moneta in forma liquida.
Li riacquisteranno quando i tassi di interesse saranno alti e i prezzi dei titoli sanno bassi.

Dunque, a tassi di interessi bassi, si associa una maggiore domanda di moneta anche per motivi speculativi (e viceversa).

Le decisioni degli operatori si basano sulle aspettative concernenti il livello futuro del tasso di interesse rispetto al valore corrente.
Tali aspettative sono tuttavia soggettive e instabili.

Teoria quantitativa della moneta
Per analizzare il rapporto tra la quantità di moneta presente nel sistema economico e il livello dei prezzi, è utile considerare l’identità quantitativa, la quale stabilisce che per ogni transazione la quantità di moneta utilizzata è uguale al valore delle merci in essa scambiate. In simboli:
M (ammontare della moneta scambiata) = Y (valore del prodotto scambiato)
Dunque, secondo questa identità, il valore delle merci scambiate è uguale al valore della moneta in circolazione.

Tuttavia, la quantità di moneta che circola nell’intero sistema economico non deve essere esattamente uguale al valore della merce scambiata.
Poiché ogni moneta viene utilizzata più volte, la quantità di moneta effettivamente in circolazione può essere inferiore al valore degli scambi sostenuti. Dunque:

M (ammontare della moneta scambiata) ∙ V(velocità di circolazione) = Y (valore del prodotto scambiato)

V indica il numero di volte che un’unità monetaria circola in un’unità di tempo.
Da cui, poiché Y = p ∙ Q
M ∙ V = p ∙ Q

Fischer sosteneva che Q è costante perché la quantità di beni e servizi non può aumentare nel breve periodo perché siamo in una situazione di pieno impiego.

Anche V si considera costante nel breve periodo perché dipende dalle abitudini delle persone.

Se aumenta la moneta in circolazione (M), considerando Q e V costanti, aumenteranno i prezzi (P).
↑ M ↑ P

Può comunque aumentare anche la quantità di beni e servizi all’aumentare della moneta.
↑ M ↑ Q

Quindi, riepilogando, se aumenta M e V si considera costante, può capitare che:
↑ M ↑ Q

↑ M ↑ P Aumentando la quantità di moneta, le persone domanderanno di più e quindi aumenterà la produzione, oppure se siamo già in una situazione di pieno impiego, aumenteranno i prezzi (inflazione).

La ricchezza di un Paese non è data dal denaro, ma dai beni e dai servizi di cui possono disporre i suoi cittadini.
Aumentare la massa monetaria senza far crescere il prodotto non migliora le condizioni di vita della gente, ma si risolve soltanto in un aumento dei prezzi.

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