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Il Mercato

Il mercato trova il suo fondamento nella divisione del lavoro. Il mercato non è un luogo preciso, ma è un luogo ideale. Il mercato è l’insieme delle contrattazioni, cioè delle quantità domandate e offerte di un certo bene o servizio. Esistono diversi tipi di mercato: mercato nazionale, internazionale, locale, all’ingrosso (dove i grossisti acquistano dei beni dai produttori per rivenderli ai commercianti) e al minuto.
Il mercato dei beni:
In qualunque mercato si possono identificare tre elementi:
- i soggetti che vi agiscono (acquirenti e offerenti)
- i beni o i servizi oggetto di scambio
- il prezzo (quantità di moneta che deve essere ceduta per acquistare un bene o servizio)
La legge della domanda:
La domanda può essere:
- Individuale: è la quantità di un bene che un compratore è disposto ad acquistare ad un determinato prezzo e in un determinato momento.

- Collettiva: l’insieme delle individuali.
La domanda di un bene è influenzata da quattro fattori:
- Prezzo: la domanda varia in modo inversamente proporzionale al variare del prezzo.
- Il reddito: la domanda aumenta in modo meno che proporzionale rispetto al reddito.
- Il prezzo degli altri beni: la domanda di un bene succedaneo varia in modo direttamente proporzionale al variare del prezzo del bene principale. La domanda di un bene varia in modo inversamente proporzionale al variare del prezzo di un bene suo complementare.
- Le preferenze dei consumatori: i consumatori sono influenzati da altri fattori come la moda.
I beni possono avere una:
- Domanda Elastica: tipica dei beni voluttuari. Piccole variazioni di prezzo portano cambiamenti notevoli nella domanda (es. il prezzo varia del 2% la domanda diminuisce del 15%).
- Domanda Rigida: una variazione del prezzo non incide in maniera rilevante sulla domanda (es. il prezzo aumenta del 10 % la domanda diminuisce del 2%).
La legge dell’offerta:
L’offerta può essere:
- Individuale: è la quantità di un bene che un venditore è disposto ad offrire sul mercato in un determinato momento e ad un determinato prezzo.
- Collettiva: è l’insieme delle domande individuali.
L’offerta di un bene, come la domanda, è influenzata da alcuni fattori:
- Il prezzo: l’offerta varia in modo direttamente proporzionale al variare del prezzo.
- I costi di produzione: l’offerta varia in modo inversamente proporzionale al variare dei costi di produzione.
- Il prezzo degli altri beni: se un offerente produce più tipi di beni sarà invogliato ad aumentare l’offerta dei beni che costano di più, e a diminuire quella dei beni che costano di meno.
Se la domanda è superiore dell’offerta, il prezzo del bene aumenta. Se l’offerta è maggiore della domanda il prezzo del bene diminuisce.
E’ necessario che l’attività dei privati sia indirizzata a soddisfare gli interessi collettivi e non solo quelli privati.
Le forme di mercato:
- Concorrenza perfetta: è una forma di mercato teorica e presuppone queste caratteristiche:
- Il mercato deve essere polverizzato: l’offerta deve essere frazionata tra più acquirenti e l’offerta tra più offerenti in modo da non poter modificare il prezzo.
- Il prodotto deve essere omogeneo: tutte le imprese di un certo settore devono produrre beni identici (i quali hanno anche prezzo identico).
- Il mercato deve essere trasparente: acquirenti e offerenti devono poter conoscere qualità e prezzo dei beni.
- Il mercato deve assicurare la libertà di ingresso: i venditori e gli acquirenti devono essere liberi di entrare e uscire dal mercato, di decidere se vendere o comprare.
- Il monopolio: è una forma di mercato teorica. E’ caratterizzato dall’offerta che è concentrata in un solo offerente che offre un bene unico nel suo genere. Il monopolista non si deve confrontare con la concorrenza e mira solo al suo interesse. Il monopolista non può dominare la domanda perciò deve decidere se vendere di più a meno prezzo o di meno a più prezzo. Il monopolio può dipendere da cause:
- Naturali: il bene è unico in natura.
- Legali: è la legge che stabilisce che un certo bene sia offerto solo da un imprenditore.
- Di fatto: l’offerente ha eliminato tutta la concorrenza.
Il monopolio presenta alcuni svantaggi quali l’alto prezzo dei prodotti e il mancato rinnovo degli impianti di produzione, a svantaggio della qualità del prodotto.
- La concorrenza imperfetta o monopolistica: è una forma di mercato reale. Riunisce alcune caratteristiche della concorrenza perfetta e altre del monopolio. Queste sono:
- L’offerta è frazionata tra più imprese, come la domanda tra più acquirenti (come la concorrenza perfetta).
- Il bene offerto da ciascun produttore è diverso dagli altri e ha prezzo diverso (cade il principio di omogeneità).
- Ogni produttore è monopolista del suo bene (come nel monopolio).
- C’è una condizione di concorrenza tra gli offerenti che utilizzano la pubblicità (cada il principio di trasparenza).
- L’oligopolio: è una forma di mercato reale. È caratterizzato da pochi offerenti che dispongono di ingenti capitali, e che sono in grado di agire sul costo di produzione. L’oligopolio può essere perfetto, quando le imprese offrono beni omogenei, o imperfetto, quando le imprese offrono prodotti differenti. Alcuni tipi di oligopolio possono essere:
- Il Cartello: un accordo tra imprese operanti nello stesso settore per spartirsi il mercato o stabilire livelli di produzione.
- Il Trust: un gruppo di imprese legate tra loro da qualche forma di proprietà comune. A differenza del cartello nel trust le imprese possono appartenere a settori diversi.

Sottosviluppo:
I problemi del sottosviluppo:
le diverse regioni della terra vengono distinte non solo secondo i caratteri fisici ma anche in base al grado di sviluppo. Per questo si possono evidenziare:

- paesi che hanno già raggiunto un certo livello di sviluppo
- paesi nei quali il recesso di sviluppo non ha ancora preso avvio
- zone depresse all’interno di paesi sviluppati
La ricchezza mondiale nel corso del XX secolo è aumentata molto ma non in modo uniforme. Infatti la maggior parte dei paesi più ricchi è collocata nell’emisfero nord. È’ sorto il problema dell’acqua: essa viene commercializzata ed è accessibile in base al reddito dell’individuo, mentre dovrebbe essere un diritto fondamentale dell’uomo.
I caratteri del sottosviluppo:
verso la fine degli anni ’80 si è cominciata a rivalutare la concezione di sviluppo e a misurarlo non solo in termini economici ma anche come sviluppo umano. Per questo nei rapporti annuali, l’Onu utilizza l’ Isu (Indicatore di Sviluppo Umano) e non più il reddito pro capite.
Le cause del sottosviluppo:
per i paesi sottosviluppato è impossibile uscire dal circolo vizioso della povertà solo con le proprie forze, per questo è indispensabile l’aiuto dei paesi sviluppato e delle organizzazioni internazionali.
Il circolo vizioso è costituito da:
Bassa Produttività Basso Reddito, Basso risparmio, Insufficienti investimenti.
Diverse cause impediscono lo sviluppo:
- La crescita economica è lenta e la produzione agricola inferiore rispetto alla crescita demografica.
- Il commercio mondiale penalizza i paesi sottosviluppati.
- Il degrado delle terre coltivabili porta a un maggior numero di poveri.
- L’eccessivo debito nazionale annulla gli effetti degli aiuti.
Gli Usa e l’Europa hanno concesso delle sovvenzioni agli agricoltori per tenere bassi i prezzi internazionali dei prodotti agricoli, ma così facendo hanno reso i guadagni dell’agricoltura dei paesi in via di sviluppo ancora minori.
Per i prossimi anni sono previsti anche ritardi tecnologici tra i paesi Sviluppati e quelli sottosviluppati perciò l’Onu ha proposto hai paesi sviluppati:
- di alzare i fondi stanziati per i paesi sottosviluppati del +10%
- di far destinare dalle organizzazioni internazionali maggiori investimenti per la diffusione delle tecnologie nei paesi sottosviluppati
- di convertire una parte degli interessi versati dai paesi in via di sviluppo in investimenti per la ricerca
- di differenziare i prezzi dei beni fondamentali in rapporto alla situazione economica
Gli interventi a favore dello sviluppo:
a partire dagli anni ’70 sono stati concessi molti debiti ai paesi sottosviluppati, ma questi hanno peggiorato la situazione. Così gli investimenti diretti cominciano a prevalere rispetto ai debiti.
L’Italia è stata la prima dei paesi del G8 ad adottare una legislazione per la cancellazione del debito. Questa normativa prevede l’azzeramento dei debiti dei paesi a più basso reddito di 12mila miliardi di lire entro 3 anni. I beneficiari devono però soddisfare queste condizioni:
- Rispettare i diritti umani.
- Rinunciare alla guerra.
- Perseguire il benessere e lo sviluppo sociale.
- Varare programmi economici nei settori dell’agricoltura e della sanità.
Un’azione importante è stata svolta dalle Ong (Organizzazioni Non Governative) che hanno finanziato microprogetti nei paesi sottosviluppati.
Sottosviluppo e sovrappopolazione:
l’aumento della popolazione spesso aumenta annullando l’aumento del reddito nazionale, impedendo lo sviluppo. I paesi sviluppati nel futuro si troveranno con una popolazione invecchiata e nei paesi poveri predomineranno i giovani che non rappresentano una ricchezza: infatti per la popolazione giovane servono capitali da investire per istruzione e preparazione professionale, così i giovani emigrano in un altro paese. Alcuni paesi hanno adottato politiche demografiche per contenere la crescita della popolazione. Il calo demografico invece si sviluppa nei paesi sviluppati perché è una conseguenza della qualità della vita.

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