maruss di maruss
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Il mercato può essere:
- Monetario, si incontra chi domanda e chi offre moneta. Nel mercato monetario i prestiti sono a breve termine ( non superiori ai 18 mesi). I soggetti che chiedono prestiti a breve sono: le famiglie, le imprese ( incrementare la produzione), le banche e lo Stato (ha bisogno di soldi per effettuare le sue spese come la sanità e la Pubblica Amministrazione). I soggetti che offrono prestiti a breve sono: le banche che fanno prestiti alle imprese ( attraverso il mutuo o lo sconto delle cambiali) e i privati (per non tenere denaro in casa).
I prestiti a breve possono essere fatti mediante:
- Contanti, assegni circolari e bancari;
- Depositi bancari a vista (sia nella forma del conto corrente sia nella forma del deposito a risparmio) e i depositi bancari a breve termine;
- Titoli a breve scadenza (come i BOT, cioè buoni ordinari del Tesoro che possono avere durata di 3 mesi, 6 mesi o 1 anno, e i CTZ, certificati del Tesoro. La cedola sono gli interessi che vengono presi periodicamente).

Il tasso ufficiale di sconto (chiamato anche “tasso di riferimento”) è deciso dalla Banca Centrale Europea; se il tasso è alto significa che il costo del denaro è alto, mentre se il tasso è basso il denaro costa poco. Adesso il costo del denaro è basso, quindi molte persone sono disponibili a comperare casa.
 Finanziario, gli investimenti in borsa sono a lungo termine, quindi per vedere il guadagno bisogna aspettare almeno 3-4 anni. La borsa valori è un mercato finanziario, dove si fanno le contrattazioni a medio-lungo termine. I soggetti che domandano prestiti a medio lungo termine sono: le società per azioni ( che emettono azioni e obbligazioni), altre imprese e le famiglie (che chiedono prestiti a medio e lungo termine alle banche), le banche e lo Stato (emette titoli del debito pubblico per finanziare le sue spese).
Gli strumenti finanziari sono:
• Le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali;
• Le obbligazioni, i titoli di Stato e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali;
• Le quote di fondi comuni di investimento. I fondi comuni consistono in un paniere di titoli che costituiscono un fondo, in cui chi vi partecipa ottiene un numero di quote proporzionale all’investimento effettuato all’interno del fondo stesso. Il concetto è la diversificazione del rischio. Nel fondo si possono fare gli spostamenti. Inoltre questi fondi comuni possono essere sottoscritti presso banche o società di gestione del risparmio).
• SICAV sono strumenti finanziari simili ai fondi comuni con la differenza che il risparmiatore acquista titoli della società e non quote.
Gli intermediari finanziari possono essere divisi in 3 gruppi:
• intermediari creditizi (banche)
• intermediari assicurativi (imprese di assicurazione vita, imprese di assicurazione danni, fondi pensione)
• intermediari mobiliari (SIM, SICAV)
Gli intermediari diminuiscono alcuni svantaggi legati alle operazioni finanziarie:
• riduzione dei costi di transazione
• ridistribuzione del rischio

I soggetti che vanno in borsa sono:
- I risparmiatori. Il risparmiatore (chiamato “cassettista”) è colui che rinuncia ad un consumo presente per avere un maggior consumo futuro. Esempio una persona compra titoli, non li vende, questo per prendere decisioni come il voto, partecipare all’assemblea della banca del paese.
- Gli speculatori. Lo speculatore vuole guadagnare e vuole avere soldi per investirli subito. Egli può essere:
- Rialzista, cioè colui che spera nel rialzo, quindi comprerà titoli e nel momento della compera lui ha già deciso che dovrà subito rivendere per guadagnare grazie a contratti differenziali ( non paga tutto, ma solo la differenza).
- Ribassista, cioè colui che vende titoli.
Lo speculatore compra oggi a 90 euro, vende a 100 euro e guadagna 10. Se le previsioni non si avverano quello che compra oggi varrà 90, ma a fine mese varrà 80, quindi starà sotto di -10. Lo speculatore per non perdere questi 10 fa i cosiddetti “riporti” perché spera in un rialzo, quindi va in banca e si impegna a fine mese a pagare 90 anche se questi titoli sono quotati 80, perché pensa che salgano a 100, quindi rivendendoli in un certo senso ha ammortizzato la perdita. Oppure se io speculatore sono più prudente posso fare le operazioni a premi e lo scopo sarà quello di ridurre le perdite, ma ridurre anche le vincite ( Es. oggi ci sono delle azioni che sono quotate 90, le compro e ci aggiungo un +5 che è il premio, ciò vuol dire che a fine mese dovrò pagare 95. Se a fine mese le azioni valgono 100, le vendo e guadagno 5, però se le azioni sono calate bruscamente e sono arrivate a 85, io perdendo solo quel 5 di premio ho la possibilità di ridurre la mia perdita. In base alla quotazione posso dichiararmi compratore o venditore).

La Borsa Valori è il mercato dove si incontra chi domanda e chi offre titoli. E’ il barometro dell’economia, significa che se la Borsa va bene anche l’economia va bene sennò viceversa. Se ci sono problemi si seguono gli Indici di Borsa per capire cosa sta succedendo. La Borsa Italiana è stata privatizzata ed è oggi un mercato regolamentato e i risparmiatori acquistano le azioni della società entrando nel mercato della Borsa Valori, sottoposta al controllo della CONSOB (organo che vigila sulla Borsa Valori e verifica che tutto sia attivato correttamente).
Il warrant è uno strumento finanziario derivato che attribuisce al possessore il diritto di acquistare o di vendere l'attività sottostante a una determinata scadenza ad un prezzo predeterminato.

Gli indici sono i vari tipi di mercati:
• MTA, in questo mercato ci sono tutte le azioni e obbligazioni convertibili, i warrants e i diritti di opzione;
• Mercato ristretto;
• Nuovo mercato;
• Indice Nasdaq;
• Indice New Economy.
Per entrare nel mercato posso comperare azioni e obbligazioni grazie a offerte pubbliche oppure comprando titoli mediante la banca o comprando fondi comuni.
Le azioni sono titoli a reddito variabile (dividendo) mentre le obbligazioni sono a reddito fisso. Il risparmiatore “tranquillo” comprerà le obbligazioni, ma anche le obbligazioni non sono poi così sicure perché se la società fallisce non dà garanzie certe.

L’impresa che emette il titolo ne determina il valore nominale. I titoli possono essere emessi:
• Alla pari si ha quando colui che compra il titolo per averlo paga una somma uguale al valore nominale;
• Sotto la pari si ha quando colui che compra il titolo paga un prezzo minore del valore nominale;
• Sopra la pari avviene per le azioni, ma si tratta di un fenomeno di scarsa importanza.
La quotazione del titolo varia a seconda della domanda e dell’offerta del titolo stesso. Nel mercato primario un soggetto ( famiglia o impresa) acquista un titolo, nel mercato secondario è dove questo soggetto rivende il titolo che lui ha comperato.
Quando la domanda di azioni di una società aumenta, il prezzo di quelle azioni cresce. Quando l’offerta di azioni di una società diminuisce, il prezzo di quelle azioni diminuisce.
Le obbligazioni essendo titoli a reddito fisso hanno una precisa relazione tra il loro tasso d’interesse e il loro prezzo di mercato, mentre non esiste nessuna precisa relazione tra il rendimento (dividendo) di un’azione e il suo prezzo di mercato.
Le obbligazioni convertibili sono caratterizzate dalla possibilità di trasformarsi in azioni. I risparmiatori in possesso di tali obbligazioni hanno il diritto a determinate scadenze, di trasformare le proprie obbligazioni in azioni della società emittente. Le obbligazioni strutturate sono titoli costituiti da un'obbligazione e una o più componenti definite derivative, cioè contratti di acquisto o vendita di strumenti finanziari come indici, azioni e valute.

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