Mercantilismo e colonialismo

Mercantilismo- La teoria del mercantilismo consisteva nel fatto che uno stato per svilupparsi non deve comprare merce dall'estero , ma anzi deve cercare di produrre ricchezze all'interno del proprio paese, per poi venderle all'estero scambiandole con metalli preziosi, comprando solo quello che non si riesce a produrre internamente. Per fare in modo che questa teoria funzioni , lo stato deve riscuotere le tasse dai ceti produttori di merce, e le imposte saranno proporzionate rispetto alla ricchezza dell'individuo, quindi più uno è ricco e più alte saranno le imposte che dovrà versare allo stato. Per far si che questo metodo economico sia efficiente , lo stato dovrà ostacolare l'esportazione dall'estero, intervenendo direttamente mettendo dazi doganali maggiori sulla merce estera.

Colonialismo- Con il miglioramento delle condizioni di vita e il conseguente aumento demografico , costrinse i vari paesi del 1600 a cercare nuovi territori da dive importare nuove ricchezze e nuovi cibi. Molti stati europei puntarono sulle Americhe e l'impero britannico arrivò fino al sud-est asiatico. Gli stati che ci riuscirono meglio, furono sopratutto l'Inghilterra, Olanda e Spagna, anche la Francia fece un tentativo, ma non riscosse molto successo, dato che le sue colonie furono conquistate dall'Impero Britannico. Questo tipo di economia era molto costosa e aveva anche molti rischi, ma agli stati conveniva, dato che loro non ci mettevano il loro capitale , ma ricevevano una parte del guadagno sotto forma di tasse, offrendo in cambio della protezione per le navi del proprio paese.

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