Ominide 81 punti

Liberismo economico e fisiocrazia

Così come l’illuminismo politico/giuridico, i cui maggiori rappresentanti furono Montesqieu, Voltair, Rosseau e Beccaria, criticavano aspramente le strutture sociali e politico-giuridiche dell’antico regime, altrettanto facevano le correnti economiche, liberismo e fisiocrazia, nei confronti del sistema economico all’epoca in vigore: il mercantilismo.
Liberismo e fisiocrazia, pur con epicentri in paesi differenti (rispettivamente Inghilterra e Francia) e con soluzioni diverse, partono da un identico presupposto: “Laissez Faire”, lo stato non intervenga in economia.

Il liberismo economico
I maggiori esponenti del liberismo economico sono lo scozzese Adam Smith, l’inglese David Ricardo e il francese Jean Battiste Say.
Smith (1723-1790) pose al centro della propria attenzione il reddito procapite di ogni nazione che egli calcolava sia dalla produttività del lavoro, sia dalla quota di lavoratori attivi sul totale della popolazione. Per Smith era produttivo unicamente quel lavoro che creava beni e non quello che creava servizi o dava vita agli scambi(commercio). L’economista inglese riteneva che anche la trasformazione di materie prime producesse un surplus economico, in quanto creava valori d’uso prima inesistenti. L’autore tentò anche di determinare il valore di scambio (prezzo) di un bene, sulla base del tempo di lavoro necessario a produrlo. Ciò, sia nel senso più immediato (lavoro contenuto), sia in senso mediato (di valore pari al tempo richiesto per produrre altri beni con i quali esso può essere scambiato). Smith è, tuttavia, noto ai più per la cosiddetta “teoria della mano invisibile”: lo stato non intervenga in economia perché, anche in un momento di crisi, il mercato, come se fosse guidato da una mano invisibile, è in grado da solo di trovare nuove situazioni di equilibrio.

David Ricardo (1772-1823) portò avanti la ricerca di Smith in un’età che era caratterizzata, da un lato dalla piena affermazione della rivoluzione industriale, e dall’altro dalla carenza di granaglie e dal conseguente aumento del loro prezzo determinato dalle guerre napoleoniche. Ricardo sosteneva che la necessità di produrre grano, utilizzando terreni via via meno fertili, avrebbe determinato un aumento del prezzo e, conseguentemente, dei salari, a detrimento dei profitti. All’epoca, infatti, i salari nella stragrande maggioranza dei casi assicuravano la semplice sussistenza dei lavoratori e non potevano, quindi, scendere sotto un determinato livello minimo, che Ricardo calcolava sulla base del prezzo medio del grano. Ai tempi di Ricardo, in applicazione delle teorie mercantiliste, erano in vigore leggi che impedivano la libera circolazione del grano e ne tenevano alto il prezzo. Emanate in tempo di guerra, queste leggi rimasero in vigore su pressione dei proprietari terrieri. Ricardo sosteneva che l’abolizione di tali leggi (abrogate nel 1846) avrebbe consentito di contenere la quota dei salari sul surplus a vantaggio dei profitti e, quindi, dello sviluppo economico. Per sostenere la necessità di tale provvedimento Ricardo sottolineò che i profitti sarebbero potuti aumentare solo con la diminuzione del prezzo del grano e, con esso, i salari. A tal fine, l’economista enunciò la teoria dei vantaggi comparati che ancora oggi è fondamentale per lo studio del commercio internazionale.
Jean Battiste Say (1767-1832) formulò, con posizioni assai simili a quelle espresse da Smith, la cosiddetta legge degli sbocchi (1804) secondo la quale l’offerta crea sempre la propria domanda e, quindi, non sono possibili crisi di sovrapproduzione.

Fisiocrazia
La fisiocrazia è la prima corrente illuministica economica che pose i cardini del liberismo coniando l’espressione "Laissez Faire". Il maggior esponente e fondatore della corrente fisiocratica fu François Quesnai (1694-1771) autore del celebre Tableau Economique. La fisiocrazia si sviluppa, a differenza del liberismo, in una nazione ancora arretrata dal punto di vista economico, la Francia, che basava il proprio sistema economico in maniera prevalente sull’agricoltura. Per i fisiocratici l’unica attività realmente produttiva (nel senso di creare qualcosa dal nulla) è l’agricoltura, sulla quale si basano tutte le altre attività economiche, siano esse commerciali o industriali. È chiaro da questa impostazione che per i fisiocratici l’unica attività fondante (necessaria e sufficiente) il sistema economico è l’agricoltura; per questo motivo essi ritengono che il Laissez Faire debba realizzarsi nell’esenzione di imposta sui beni fondiari, sulla circolazione degli stessi e sulla commercializzazione dei prodotti ottenuti dall’attività agricola. Le teorie fisiocratiche e liberiste furono utilizzate nel corso del XIX secolo dagli stati moderni occidentali che si dotarono di sistemi economici capitalistici.

Registrati via email