Erectus 630 punti

Integrazione

E’ quando più imprese diverse si uniscono per collaborare in maniera precisa per raggiungere degli scopi comuni.
Necessità dell’integrazione:
* razionalizzare la filiera produttività, con riduzione dei prezzi
* migliorare la capacità di adattamento delle imprese ai cambiamenti della domanda
* un’adeguato sviluppo e diffusione di nuove tecnologie.

Differenze tra
* fusione: si unisono 2 o più società e ne costituiscono una sola
* incorporazione: al posto di due o più società ne rimane una sola
* integrazione: anche se le società si uniscono rimangono distinte e autonome.

In base ai diversi scopi e finalità che le imprese si propongono ci sono:
* integrazione di tipo verticale: quando un’impresa integrante controlla altre imprese integrate, prendendo decisioni e assumendosi i rischi;

* integrazione di tipo orizzontale: si vengono a creare imprese che hanno lo stesso processo produttivo. Si realizzano delle economie di scale (aumento della produzione);
* integrazione ortogonale.

Integrazione verticale
Avviene lungo gli stadi della filiera. E’ diffusa soprattutto tra le imprese mangimistiche. E’ il controllo che ha un’impresa (integrante) su altre imprese (integrate), attraverso la costituzione di un circuito integrato di produzione. Integrazione verticale totale: il processo produttivo è tutto mecanico, e all’agricoltore rimane solo il compito del proprietario del terreno e di sorvegliare il processo produttivo. Integrazione verticale di tipo parziale: l’industria mangimistica ha il compito di fornire solo il mangime.

Integrazione orizzontale
Avviene tra imprese che hanno le stesse fasi del processo produttivo, hanno lo scopo di aumentare le dimensioni economiche attraverso le economie di scala (riduzione dei costi di produzione).

Integrazione ortogonale (o mista)
Avviene quando più imprese già integrate orizzontalmente si integrano in maniera verticale.

Registrati via email