Gli indicatori di struttura o margini di composizione

Affichè l’azienda possa sopravvivere, deve scegliere con attenzione gli investimenti e i finanziamenti, cioè deve avere una struttura patrimoniale equilibrata.
Tra investimenti e finanziamenti devono sussistere precise relazioni; prima di tutto, la scadenza dei prestiti deve essere collegata con la durata degli investimenti, cioè al tempo necessario affinché l’investimento ritorni in forma di denaro liquido. E’ evidente che la durata di una immobilizzazione (esempio: un macchinario) è sicuramente maggiore di una disponibilità (esempio: un credito verso i clienti).
Infatti, mentre un credito si traduce in denaro in maniera veloce quando viene riscosso, il macchinario torna in forma liquida dopo una serie di entrate legate alla vendita di beni prodotti con quel macchinario.
Il collegamento tra finanziamenti e investimenti non va ricercato al livello di singolo investimento e singolo finanziamento, ma bisogna considerare il patrimonio aziendale nel suo complesso.
Deve quindi risultare che:
1) i finanziamenti a medio-lungo termine devono essere superiori alle immobilizzazioni per coprire parte delle disponibilità;
2) i debiti a breve termine devono essere di importo inferiore alle disponibilità in modo che le disponibilità risultino in parte finanziate con fondi a breve termine e in parte con mezzi propri.

Nel caso in cui queste relazioni non fossero rispettate, l’azienda si troverebbe di fronte a squilibri finanziari; ad esempio se alcune immobilizzazioni fossero finanziate con debiti a breve scadenza, l’azienda avrebbe problemi nel momento di estinguere i debiti, poiché le entrate derivanti dalla vendita de beni prodotti non sarebbero sufficienti ad effettuare i pagamenti.
La struttura finanziaria di un’azienda può essere rappresentata con i margini di composizione.
Supponiamo di avere la seguente situazione patrimoniale:

SITUAZIONE PATRIMONIALE
ATTIVITA’ PASSIVITA’
Immobilizzazioni 200 Debiti a breve termine 25
Disponibilità merci in magazzino 40 Debiti a medio-lungo termine 60
Crediti verso clienti 35 Patrimonio netto 220
Denaro in cassa 30

TOTALE 305 TOTALE 305

Il patrimonio circolante netto è il risultato della differenza tra le disponibilità economiche finanziarie e liquide e i debiti a breve termine, detti anche passività correnti.

Questo margine indica la capacità dell’azienda di pagare i debiti con scadenza ravvicinata.
PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO = DISPONIBILITA’ ECON. – DEBITI BREVE TERM. = 40 + 35 + 30 – 25 = 80

Il margine di tesoreria è il risultato della differenza tra le disponibilità finanziarie e liquide e i debiti a breve termine. Mostra la capacità dell’azienda di pagare i debiti ravvicinati con le sole disponibilità finanziarie e liquide.
MARGINE DI TESORERIA = DISPONIBILITA’ FINANZ. – DEBITI BREVE TERMINE = 35 + 30 – 25 = 40

Il margine di struttura è la differenza tra il patrimonio netto e le immobilizzazioni.
Se il margine è positivo, significa che l’azienda ha acquistato beni strumentali con i mezzi propri e che sono disponibile alcune somme per l’attività corrente, senza ricorrere al capitale di debito.
MARGINE DI STRUTTURA = PATRIMONIO NETTO - IMMOBILIZZAZIONI

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