Le imprese e la loro produzione

la produzione
In ogni impresa avviene il ciclo economico (produzione) che trasforma i fatori produttivi in beni o servizi finali. il ciclo economico è organizzato e gestito dagli imprenditori.
Produzione è sinonimo di trasformazione (in questo caso). Esistono vari tipi di trasformazione:
1. Trasformazione nello spazio, gli importi e gli esporti che rendono disponibile un bene in un Paese dove prima non lo era.
2. Trasformazione nel tempo, si conservano beni che sono molto abbondanti, per periodi di scarsità; o vengono conservati per aumentare il loro valore (il vino).

I fattori produttivi
Sono gli elementi utili alla produzione. Sono divisi in fattori interni (natura, lavoro e capitale) ed esterni (lo Stato).
La natura insieme al lavoro e al capitale è un fattore interno. Esso è un fattore particolare, perché è limitato ed irriproducibile ed è essenziale per la nostra esistenza, per questo dobbiamo salvaguardarla, però anche grazie alle imprese e alle industrie questa si sta degradando. Infatti si sta attuando una legislazione sulla natura per la quale ognuno deve essere più attento e rispettoso per l'ambiente.

Il fattore natura, in poche parole, è il complesso delle risorse naturali utili alla produzione.
Il lavoro è legato strettamente a chi lo presta. Per lavoro si intende qualunque sforzo fisico o mentale utile alla produzione di beni.
Il capitale è un fattore ad utilità derivata, cioè è stato prodotto, non è originario, è un bene prodotto per produrre e comprende tutte le risorse materiali di questo tipo.
Il capitale può essere:
- circolante, sono i beni ad uso immediato, utilizzabili una sola volta perché si trasformano nel bene prodotto;
- fisso, sono beni ad uso durevole, utilizzabili più volte finché non si consumano, cioè sottoposti a logorìo, o diventano obsoleti, ovvero superati dalla tecnologia. Per questo l'imprenditore deve mettere delle quote di capitale per avere a disposizione i soldi per sostituire il capitale deteriorato, cioè divide il costo del capitale per tanti processi quanti si pensa che il capitale riesca a eseguire. Questa operazione viene chiamata "ammortamento".
Lo stato è il fattore produttivo esterno, esso offre e assicura i servizi pubblici le infrastrutture necessarie e indispensabili per l'attività produttiva.

Il costo di produzione

L'imprenditore, per aver dei fattori produttivi, ha delle spese, quindi dovrà combinare i fattori produttivi che già possiede in modo che il valore dei beni prodotti sia superiore al costo di produzione.

Per l'imprenditore è necessario sostenere due tipi di costi:
- i costi fissi, essi sono costanti e non variano con il variare della produzione (della quantità di beni prodotta), un esempio può esempio il costo dell'affitto dell'immobile;
- i costi variabili, invece al contrario variano con il variare della produzione, questi ad esempio sono i salari degli impiegati o le spese della luce;
Esistono anche i costi sociali, che sono però quelli che lo Stato affronta per assicurare le infrastrutture e i servizi per le imprese.

Le imprese e le fonti di finanziamento
Gli imprenditori, per avviar e un'attività produttiva, hanno bisogno di capitale monetario per acquistare le risorse di base. Questo capitale può essere chiesto alle banche tramite un prestito. Le banche possiedono questi soldi grazie ai clienti che vengono a depositarli per guadagnare un interesse. Ma naturalmente sarà sempre più grande l'interesse di un prestito, che la banca chiede alla riscossione del denaro, che quello di un deposito, altrimenti la banca non guadagnerebbe niente ma perderebbe solo denaro e tempo.
Limprenditore però può anche avere da sé questo capitale e decidere di sfruttarlo per l'impresa, questa azione viene chiamata autofinanziamento. In un certo senso potremo anche immaginare che l'imprenditore avrebbe potuto depositare quei soldi in banca e avere un guadagno "sicuro" sull'interesse, invece che investirli nell'impresa per avere un "possibile" guadagno.

Lo Stato
Lo Stato è il più grande operatore economico. Anch'esso deve eseguire i prorpi compiti: garantire i servizi di giustizia, assicurare le infrastrutture, offrire i servizi essenziali a prezzi accessibili a tutti, favorire uno sviluppo eonomico.

Per poter fare tutto questo ha bisogno di risorse che ricava dai tributi o, in caso di assoluta necessità emette "titoli del debito pubblico", cioè chiede prestiti a cittadini e naturalmente l'interesse di questi prestiti sarà maggiore di quello dei soliti prestiti che fa la banca ai cittadini.
Lo Stato può essere chiamato sociale quando garantisce a tutti i cittadini i servizi essenziali, il benessere sociale e assicura a tutti un minimo reddito.

Le spese dello Stato
Lo Stato deve scegliere quali sono i servizi più essenziali da offrire, tenendo presente anche che con un servizio favorisce una categoria di persone, e ne sfavorisce un'altra. è il Governo che presenta il programma dove sono scritte le entrate e le uscite dello Stato (la spesa pubblica).
La spesa pubblica viene impiegata diverse volte:
- per pagare coloro che forniscono i servizi pubblici (medici, giudici, insegnanti);
- per assicurare il funzionamento dei centri dove vengono offerti i servizi (ospedali, tribunali, scuola);
- per offrire strutture e infrastrutture (strade, porti, aereoporti).
Esistono,,poi, 2 tipi di spese: correnti (salari dei dipendenti pubblici, sussidi alle famiglie e alle imprese) e in conto capitale (investimenti per opere pubbliche).

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