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Il debito di funzionamento non è un prestito, ma forzando i termini potrei interpretarlo alla stregua di un prestito.
Spesso il fornitore del fattore produttivo pratica un prezzo già prendendo in conto la circostanza che poi incasserà quella somma in una data futura.
Si dice che c’è una componente di interesse implicito  da un punto di vista strettamente finanziario andrebbe scorporata, ma spesso poiché le dilazioni sono brevi non si fa.
Questo elemento contribuisce a giustificare sotto il profilo strettamente finanziario la ragione per la quale il debito di regolamento benché sia diverso dal prestito vero e proprio possa essere rappresentato al lato delle fonti. Anche se qui non c’è un vero e proprio afflusso di denaro ma c’è solo un posporre ad una data futura l’uscita di moneta.

È necessario che sia individuato questo debito? Certamente sì. Per prassi si è soliti distinguere la fase della liquidazione (quando sono in debito) e quella del regolamento (pago il debito).

Effettuo un pagamento attraverso:
- assegno bancario: presuppone che ci sia un rapporto di conto corrente con la banca, io emetto l’assegno bancario a condizione che abbia depositato una somma di denaro di importo almeno pari all’assegno
- assegno circolare: è emesso dalla banca solo a condizione che prima sia stata consegnata alla banca una somma di denaro corrispondente all’importo dell’assegno
- ricevuta bancaria: si tratta di titoli di credito. Il titolo di credito è un titolo che incorpora un diritto di credito: cioè il possessore del titolo è il titolare del diritto di incorporare credito.
- cambiale tratta e pagherò: la cambiale è nota come strumento di regolamento ma in realtà sto solo dicendo che il debito è incorporato in una cambiale ma non è ancora in regolamento (regolamento vuol dire uscita di denaro). Nel pagherò c’è chi emette il titolo e chi può riscuoterlo. Nella tratta ci sono 3 figure: il traente il trattario e il beneficiario. La cambiale è una semplice quietanza di pagamento

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