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Economicità

L'economicità è la condizione di vita duratura e autonoma dell'impresa, senza usare terze economie.
L'impresa deve tener presente le condizioni operative che consentono la sopravvivenza come entità autonoma, cioè non deve dipendere dal sostegno di altre economie.
Operare secondo economicità comporta l'ottenimento di condizioni di equilibrio nei flussi dei valori economici e monetari che caratterizzano l'interscambio con l'ambiente.
Il collocamento sul mercato delle produzioni allestite deve consentire di ottenere un volume di ricavi in grado di reintegrare le risorse consumate nei processi di acquisizione, trasformazione e distribuzione, garantendo una remunerazione congrua a tutti i fattori impiegati.
Il compenso dei fattori di produzione è definito all'atto della loro assunzione sulla base delle condizioni di scambio di mercato (ne fanno parte i costi di acquisizione delle materie, delle merci, degli impianti,...).

Efficienza: è il rapporto tra la produzione ottenuta e i mezzi ottenuti e i mezzi utilizzati per il suo allestimento.
Esprime il livello più conveniente di rendimento o di produttività dei fattori impiegato.
Produzione allestita diviso il fattore impiegato.

Efficacia: è la capacità della gestione aziendale di conseguire gli obbiettivi programmati, di tipo economico, produttivo, commerciale, prescindendo dalla valutazione delle risorse impiegate allo scopo.

L'economicità comporta per il sistema aziendale la realizzazione di equilibri gestionali tra:
- condizioni di efficienza nell'utilizzo delle risorse
- capacità di raggiungere con efficacia gli obbiettivi programmati.
Nelle imprese che operano come unità economicamente autonome sul mercato, l'attività gestionale deve riuscire a realizzarsi:
- con efficienza nell'utilizzo dei fattori (efficienza interna)
- agendo in modo competitivo nei mercati di riferimento (efficienza esterna).

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