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Economia Politica

Il pensiero economico è l'insieme delle teorie degli studiosi dell'economia che osservano i fenomeni economici. Queste teorie subiscono dei cambiamenti dovuti alle innovazioni tecnologiche, alle scoperte scientifiche, agli eventi politici ma soprattutto analizzano i temi dell'ideologia dominante in quell'epoca. Questo però non vuol dire che le teorie formulate più di recente sono migliori rispetto a quelle del passato perché quest'ultime sono il fondamento di qualsiasi analisi microeconomica, anche se con alcune rielaborazioni o adattamenti.

Il pensiero economico si divide in 4 parti:
I] Origini
Nell'antichità classica l'economia faceva parte della filosofia. C'erano però due filoni di pensiero:
-Platone(simile a Marx): condannava l'arricchimento individuale;
-Aristotele (simile a Smith): riconosceva l'esistenza dell'individualismo e secondo lui l'iniziativa privata era stimolata dal conseguimento di un guadagno.

Nel Medioevo furono affrontate le problematiche dell'economia dal punto di vista della morale. I filosofi dicevano come doveva essere l'attività produttiva, suggerivano il "giusto prezzo" e davano opinioni sull'interesse, sull'usura e sulle speculazioni.

Alla fine del XVI secolo, con il Mercantilismo, l'economia divenne una scienza autonoma e rappresentava lo strumento per rinforzare il monarca. Infatti in questo periodo nacquero le monarchie nazionali, gli imperi coloniali e ci furono progressi in ambito scientifico. Gli economisti suggerivano e consigliavano i modi migliori per guidare uno stato. Non sempre però erano giusti consigli (come in Spagna, dove aumentò l'inflazione per colpa delle enormi quantità di oro importate) ma in alcuni casi furono idee geniali (individuarono i rapporti tra domanda-offerta-prezzo e tra moneta-inflazione-esportazioni).

Nella metà del XVIII secolo nacque in Francia la fisiocrazia, fondata dall'economista Francesco Quesnay. Secondo i fisiocrati l'agricoltura era l'unica attività produttiva che creava un "prodotto netto", al contrario del settore manufatturiero e dei servizi che trasformavano le materie prime(prodotte dall'agricoltura) in altri beni. Scoprirono inoltre le fasi dell'attività economica: produzione, circolazione e consumo.

II] La scuola classica
Alla fine del XVIII secolo nacque in Inghilterra questa scuola che fu influenzata dai mutamenti politici, economici e sociali che hanno colpito tutto il mondo, in particolare l'Europa. In questo periodo ci fu infatti la rivoluzione industriale che incise profondamente sulla società. Il fondatore della scuola classica è Adam Smith. Le sue teorie si basano su un metodo scientifico di osservazione e deduzione. Una delle sue più importanti teorie fu quella del "valore dei beni", ovvero che il valore di un bene è dato dalla remunerazione dei fattori produttivi. Secondo gli economisti di questa scuola ogni fenomeno è regolato da leggi e c'è la convinzione che il sistema economico sia governato da un "ordine naturale" grazie al quale le azioni di ogni soggetto economico promuovono l'interesse della collettività. Su questo principio si basa la scuola classica che non vuole l'intervento dello Stato in economia e l'iniziativa economica appartiene ai privati. Altri esponenti della teoria classica furono:

-Davide Ricardo:
*elaborò la "teoria del valore-lavoro", cioè il valore di un bene è determinato dal lavoro che occorre per crearlo;
*osservò che i beni di produzione derivano dal lavoro;
*capì che il sistema capitalistico creava conflitti tra le classi sociali.
-Tommaso Roberto Maltus:
* elaborò la "teoria della popolazione", cioè secondo lui c'era un crescente squilibrio tra popolazione e risorse che avrebbe portato a epidemie e carestie. Il problema poteva essere risolto con la limitazione delle nascita.

Le teorie della scuola classica non furono approvate da tutti gli Stati. Soprattutto la Scuola Storica(nata in Germania verso la metà del XIX secolo) sosteneva la relatività delle leggi economiche e che le teorie erano valide solo per alcune epoche e stati. I maggiori esponenti di questa scuola furono Roscher, Knies e Shmoller.

III] Marxismo

Il fondatore del marxismo fu Karl Marx che esaminò i contrasti sociali che portarono alla rivoluzione industriale. Elaborò due teorie:
-"Dottrina del materialismo storico": secondo Marx le classi sociali sorte durante il capitalismo porteranno al crollo di questo sistema perchè ci saranno lotte tra lavoratori e capitalisti. Così nascerà un nuovo sistema, quello comunista, e ci saranno nuovi rapporti di produzione.
-"Teoria del plusvalore": Questa teoria spiega il crollo del sistema capitalistico. I capitalisti si arricchiranno sempre di più, i lavoratori saranno sempre più poveri perchè il lavoro prestato sarà maggiore del salario ricevuto. Così ci sarà più offerta ma meno domanda e si arriverà alla crisi di sovrapproduzione, dove il capitalismo crollerà. Al suo posto ci sarà la "dittatura del proletariato" che avverrà tramite la collettivizzazione dei mezzi di produzione (cioè andranno allo Stato). All'incirca ciò che disse questa teoria si realizzò e così nacquero i sistemi socialisti. Questi prevedono infatti il totale intervenendo dello stato in economia, mezzi di produzione allo stato e un'economia pianificata.

IV] Indirizzo Marginalista
I marginalisti si concentrarono sull'analisi del consumo e dell'utilità dei beni, quindi su un aspetto microeconomico. Infatti suggeriscono ai consumatori i comportamenti adatti a soddisfare i propri bisogni (equilibrio del consumatore) ma suggeriscono anche all'impresa il comportamento per ottenere un maggior profitto (equilibrio dell'imprenditore)
L'indirizzo marginalista(o neo classico, definito così per le somiglianze con la scuola classica) si divide in tre parti:

-Scuola marginalista;
-Scuola di Cambridge, con esponenti come A. Marshall che distinse il breve dal lungo periodo ed elaborò la ceteris paribus (a parità di altre condizioni: essendoci tanti fattori che influiscono sull'andamento dei grafici bisogna che alcuni di questi fattori rimangano costanti).
-Scuola di Losanna, con esponenti come Pareto che elaborarono l'equilibrio economico generale.

Di recente Gary Stanley Becker disse che tutto ciò che è basato nazionalità è da definirsi economico, grazie alla legge del minimo prezzo(o principio del tornaconto) perché l'economia può regolare qualsiasi comportamento umano, anche se non c'entra il mercato.

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