Ominide 53 punti

Domanda aggregata

In un sistema chiuso, i beni e i servizi prodotti dalle imprese possono essere acquistati soltanto da tre soggetti: le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione.

DOMANDA AGGREGATA: costituita dalla somma della domanda di beni di consumo (famiglia), di beni d’investimento (imprese) e della spesa pubblica (pubblica amministrazione).
D = C + I + G
Le decisioni di produzione delle imprese, dipendono nel breve periodo dalla domanda aggregata.

Funzione del consumo
BENI DI CONSUMO: beni e servizi finali acquistati dalle famiglie per soddisfare i loro bisogni.
Si considerano beni di consumo tutti i beni acquistati dalle famiglie, eccetto gli acquisti di abitazioni, che rientrano fra gli investimenti.

La variabile che più incide sulla determinazione dei consumi delle famiglie, è il reddito disponibile

REDDITO DISPONIBILE: reddito che rimane al nucleo familiare, dopo aver pagato le imposte.
Yd = Y – T

FUNZIONE DEL CONSUMO: descrive la relazione tra consumi delle famiglie e reddito. Essa stabilisce che i consumi sono funzione del reddito disponibile.
All’aumentare del reddito disponibile, la spesa delle famiglie tende a salire; al contrario, quando il reddito disponibile si riduce, anche la spesa per i consumi diminuisce.
↑Yd ↑ C
C = c(Yd)

Un’analisi più dettagliata consente di scrivere la funzione del consumo nella seguente maniera:
C = C0 + c(Y – T)

• C0 indica il consumo autonomo, cioè l’ammontare di consumi che non dipende dal reddito;
• c(Y – T) indica la parte dei consumi che dipende dal reddito disponibile.
• c indica la propensione al consumo, cioè la percentuale del reddito che viene destinata ai consumi. È data dal rapporto fra i consumi e il reddito disponibile.
c = C / Yd

La funzione del consumo mostra l’esistenza di una correlazione positiva tra consumi e reddito, in quanto all’aumentare del reddito anche i consumi crescono.

0 < c < 1 c + s = 1
• La propensione al consumo c è > 0: al crescere del reddito i consumi cresceranno anch’essi;
• La propensione al consumo c è < 1: nessuna famiglia spende l’intero incremento di reddito nell’acquisto di beni di consumo, ma ne risparmia una parte.

Riordinando i termini, osserviamo che:
C = (C0 – cT) + cY

La funzione del consumo è quindi rappresentata con una retta con andamento crescente, in quanto i consumi sono correlati positivamente al reddito. L’inclinazione di tale retta è data dalla propensione al consumo c.

Nella realtà, la curva dei consumi non si fa partire da 0.

PROPENSIONE MEDIA: rapporto fra consumi e reddito disponibile.


PROPENSIONE MARGINALE: rapporto fra la variazione dei consumi e la variazione del reddito.

Quando, all’aumentare del reddito, i consumi aumenteranno meno che proporzionalmente, la propensione marginale è < della propensione media.

Il risparmio
RISPARMIO: parte di reddito che le famiglie non destinano al consumo. (infatti Y = C + S).
Il risparmio può essere ottenuto sottraendo al reddito disponibile la parte spesa nell’acquisto di beni di consumo.
S = Yd – C
PROPENSIONE AL RISPARMIO: percentuale del reddito che viene destinata al risparmio.
s = 1 – c

Il risparmio si considera funzione del reddito disponibile. S = s(Yd) → S = C0 + sYd

Un aumento del reddito, porta ad un aumento dei risparmi. ↑Yd ↑S

Gli investimenti
INVESTIMENTI: beni finali acquistati dalle imprese per dar vita al processo produttivo, nonché le costruzioni di nuove abitazioni e di fabbricati non residenziali.

Gli investimenti si distinguono in:
• Investimenti fissi: comprendono le spese rivolte all’acquisto di impianti, macchinari, mezzi di trasporto, necessari per l’attività produttiva delle aziende; nonché le spese di costruzioni di nuove abitazioni (immobilizzazioni);

• Scorte di magazzino: comprendono i beni prodotti, ma non ancora venduti, nonché le materie prime non ancora utilizzate.
Quando l’economia entra in una fase di recessione, gli ordinativi diminuiscono e le aziende vedono aumentare le proprie scorte oltre i livelli stabiliti. In questo caso le scorte costituiscono un investimento indesiderato.

Gli investimenti dipendono principalmente da:

• Aspettative: previsioni di quanto un imprenditore si aspetta di ricavare con l’investimento fatto;

• Tasso interesse: ↑ tasso ↓ investimenti (e viceversa).

La spesa pubblica e le imposte
SPESA PUBBLICA: comprende l’insieme delle spese effettuate dalla pubblica amministrazione per acquistare beni e servizi.

IMPOSTE: parte di reddito che famiglie e imprese devolvono allo Stato per finanziare G.

L’insieme di G e T rappresenta il bilancio della pubblica amministrazione, mentre le loro variazioni costituiscono la politica fiscale.
Il Governo non può quindi decidere di aumentare la spesa pubblica senza aumentare le imposte, in quanto queste costituiscono il limite più importante della spesa.
Poiché il volume della spesa pubblica e delle imposte dipende da scelte politiche, possiamo considerare queste grandezze come componenti autonome del reddito.

La funzione di domanda aggregata
La domanda aggregata è costituita dalla somma delle spese di famiglie, imprese e pubblica amministrazione:
D = C + I + G che, scomponendo, abbiamo: D = c(Y – T) + I + G

Conoscendo il valore della propensione al consumo, degli investimenti, della spesa pubblica e delle imposte, è possibile calcolare il valore della domanda aggregata relativo a qualsiasi livello di reddito.

La funzione di domanda aggregata può essere rappresentata con una retta crescente. In effetti, la domanda aggregata è pari alla somma di consumi + investimenti + spesa pubblica; la funzione di domanda aggregata corrisponderà quindi graficamente alla funzione del consumo semplicemente spostata verso l’altro di un ammontare parti a I+G.

Registrati via email