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La distribuzione

Si pensi, per esempio, a quattro amici che decidono di coltivare in comune un campo: il primo apporta il terreno; il secondo lo dissoda con il suo trattore; il terzo concima, semina e sarchia; il quarto provvede alla mietitura e alla trebbiatura.
Se il prodotto della coltivazione é costituito da 10 tonnellate di grano, a ognuno dei partecipanti alla produzione ne spetterà una quota calcolata, presumibilmente, in base all'entità del lavoro e dei beni (terra, trattore, sementi, concime, mietitrebbia) apportati.

In questo caso il processo di distribuzione é evidente e comprensibile. Ma come si attua quando la produzione é organizzata da un imprenditore che si avvale di lavoratori salariati, affitta macchinari e altri beni, prende a prestito del denaro?

Egli paga un prezzo per l'aratura, per l'acquisto delle sementi e del concime, per le operazioni di concimazione, semina, sarchiatura, per la mietitura e la trebbiatura, ad altrettante persone che dispongono dei macchinari e delle capacità lavorative necessari allo scopo. Al termine del processo produttivo l'imprenditore si appropria di tutto il prodotto e lo vende ricavandone una certa quantità di denaro.

A un osservatore superficiale il processo di distribuzione potrebbe sembrare assente; tuttavia l'imprenditore ha dovuto pagare delle somme di denaro per assicurarsi i servizi dei soggetti che hanno collaborato alla produzione e queste somme, da lui anticipate, rappresentano una parte del valore della produzione totale.

La ricchezza da distribuire, anche in questo caso, é rappresentata dal valore monetario del grano prodotto; a ogni partecipante al processo produttivo viene riservata una quantità di ricchezza commisurata alle prestazioni apportate da ognuno al processo produttivo stesso.

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