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Commercio internazionale

Ogni paese produce solo una parte di ciò di cui ha bisogno. il resto viene ottenuto tramite il commercio internazionale.
Un paese difficilmente può produrre tutto ciò di cui necessita, di conseguenza deve rivolgersi all'estero per ottenere quei beni che non può produrre internamente (importazioni), in cambio di beni prodotti nel paese (esportazioni).
Il principio dei vantaggi comparati è alla base del commercio internazionale.
Spesso assistiamo all'importazione di beni che potrebbero benissimo essere prodotti all'interno.
Per esempio, l'Italia importa dall'estero circa tre-quattro milioni di quintali di patate ogni anno.
Eppure nessun fattore climatico o di dotazione di materi prime impedisce la coltivazione nazionale di patate, che infatti vengono prodotto in quantità insufficiente. Lo stesso accade in altri paesi europei e del resto del mondo. Questo comportamento è dovuto al fatto che ogni paese ha interesse a specializzarsi nell'attività in cui può usufruire di un vantaggio relativo rispetto agli altri paesi.

Secondo questa interpretazione il libero scambio è vantaggioso per tutti.
Alla base della teoria del libero scambio vi sono due aspetti:

- il commercio internazionale arreca vantaggi a entrambi i paesi, indipendentemente dal livello di produttività presente in ciascuno di essi;
- il commercio internazionale tende a favorire la specializzazione produttiva di ciascun paese belle produzioni in cui è relativamente più efficiente.

Tuttavia il libero scambio presenta dei limiti, per questo motivo molti paesi decidono di mantenere al suo interno anche quelle produzioni per le quali non abbia un vantaggio comparato, nei confronti dei paesi concorrenti. Tra i principali limiti vi è il costo di trasporto che si va ad aggiungere al costo di produzione facendo aumentare significativamente i prezzi di vendita. Inoltre, la specializzazione completa richiederebbe che i fattori produttivi fossero spostati dai settori meno competitivi verso quelli con vantaggi comparati.
Ma questa operazione è difficile e rischiosa.
Per questo si diffonde il protezionismo, con l'intento di difendere un settore in difficoltà rispetto alla concorrenza esterna.

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