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Catasto

Il catasto deriva dal termine “capitastrum” e significa registro. Il catasto è l’inventario dei beni immobili presenti sul territorio statale.

Esso comprende:
- Terreni produttivi di reddito (coltivati);
- Terreni non produttivi di reddito (aree fabbricabili);
- Fabbricato con le pertinenze.

La pertinenza è definita dal Codice civile “una cosa al servizio o ad ornamento di un’altra cosa”.

Gli scopi del catasto sono:
- Fiscale: è ritenuto l’unico strumento valido per il calcolo delle imposte dirette e indirette che gravano sui possessori dei beni territoriali;
- Amministrativo: esistenza di ipoteche, servitù, usufrutto;
- Topografico: i terreni sono individuati su planimetrie ricavate attraverso operazioni topografiche.

I catasti si classificano in:
- Descrittivi;
- Geometrici.

Quelli descrittivi si limitano a descrivere le qualità colturali presenti sui terreni accatastati, facendo riferimento alle trenta qualità colturali riconosciute e alle cinque classi di produttività. Sono i più antichi e oggi vengono consultati raramente. I catasti moderni sono quelli geometrici che per ogni singolo terreno possono essere:
- Per qualità colturali;
- Per singoli possessori;
- Per rendite catastali.
- Particellare: i terreni ed i fabbricati vengono identificati con un numero (particellare).
La particella è una porzione di terreno con un unico possessore su cui si pratica una sola qualità colturale con un’unica classe di produttività, che si trova in un solo comune.

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