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Bilancio dello Stato

Il Bilancio è un documento nel quale sono esposte le entrate e le spese relativa a un determinato periodo di tempo.

Funzioni del bilancio

Le funzioni del bilancio sono 4: esso ha una funzione amministrativa permette cioè di conoscere la situazione attuale dell’ente a cui si riferisce e di programmare l’attività futura; funzione politica è uno strumento di controllo sull’attività del potere esecutivo; funzione giuridica è uno strumento legislativo che vincola giuridicamente l’attività della Pubblica Amministrazione, nel senso che il potere legislativo autorizza l’esecutivo a gestire il pubblico danaro, le somme stanziate in bilancio segnano i limiti entro i quali deve svolgersi l’attività amministrativa; ed infine funzione economica tanto più importante quanto più attivo è il ruolo del settore pubblico nel sistema economico nazionale (lo stanziamento dei fondi rende realizzabili in concreto interventi e progetti).

Anno finanziario. Bilancio di previsione e rendiconto

Si definisce anno finanziario ciascun periodo di 12 mesi in cui si svolge la gestione finanziaria della Pubblica Amministrazione.
Il Bilancio di previsione annuale registra entrate e spese che dovranno essere effettuare nel periodo che sta per iniziare. Il Rendiconto espone i risultati della gestione nel periodo appena trascorso, permette di verificare in quale modo la Pubblica Amministrazione ha svolto la sua attività e di accertare responsabilità (eventuali) politiche o giuridiche. Infine abbiamo il bilancio pluriennale che viene redatto per più anni (da 3 a 5).

L'esercizio finanziario. Il bilancio di competenza e cassa

Tutte le operazioni di gestione svolte nell’anno finanziario prendono il nome di esercizio finanziario.
La gestione delle entrate e delle spese si svolge con un procedimento amministrativo diviso in 2 fasi: prima si afferma il diritto di riscuotere l’entrata (accertamento) o l’obbligo di pagare la spesa (impegno) poi la seconda fase vi è il materiale trasferimento della somma di denaro quindi riscossione dell’entrata o pagamento della spesa.
Alcune di queste operazioni possono richiedere un tempo superiore ad un anno, quindi a fine anno ci possono essere entrate (o spese) per le quali il procedimento è iniziato ma non ancora terminato, queste operazioni si chiamano residui di bilancio, possono essere attivi (crediti) entrate accertate ma non ancora riscosse e passivi spese impegnate ma non ancora pagate (debiti della pubblica amministrazione).

A seconda di come sono registrate entrate e spese abbiamo il bilancio di competenza che registra le spese accertate e le spese che vengono impegnate nell’anno e bilancio di cassa che registra le entrate riscosse e le spese che sono pagate nell’anno.

I principi del bilancio

I principi per la redazione del bilancio sono 7: l’Annualità: deve essere redatto e approvato anno per anno; Universalità: in esso devono essere scritte tutte le entrate e tutte le spese di qualunque natura o entità; Integrità: le entrate e le spese devono essere iscritte in bilancio per la cifra che corrisponde al loro intero ammontare; Unità: tutte le entrate devono affluire a un unico fondo che serve a finanziare tutte le spese; Specificazione: entrate e spese devono essere distinte analiticamente in voci specifiche che costituiscono le unità elementari del bilancio e sono sottoposte all’approvazione del Parlamento; Veridicità: non sono ammesse sopravvalutazioni delle entrate o sottovalutazioni delle spese infine la Pubblicità il bilancio deve essere reso pubblico con mezzi idonei (in Italia è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale).

Le teorie sul bilancio

- La teoria del bilancio neutrale: le entrate e le uscite devono essere neutre, tali da ridurre al minimo le modificazioni nel comportamento economico dei privati, per garantire tale neutralità, il bilancio deve chiudersi ogni anno in pareggio.
Altre 2 teorie collegano l’equilibrio di bilancio all’obiettivo dell’intervento pubblico e sono:
- la teoria del doppio bilancio, secondo la quale il bilancio è uno strumento per una politica di sviluppo e si fonda sulla distinzione fra spese ed entrate correnti e spese ed entrate in conto capitale.

- la teoria del bilancio ciclico:esso è considerato uno strumento per una politica di stabilizzazione, volta a correggere le fluttuazioni cicliche che periodicamente cagionano gravi squilibri nel mercato. Il pareggio è un obiettivo da raggiungere nell’arco di un intero ciclo economico.
Altre 2 teorie prevedono il bilancio come strumento di intervento in funzione dell’equilibrio economico generale.
- la teoria del bilancio funzionale: imposizione, spese e debito pubblico sono considerati strumenti da usare in vista dei loro effetti sul sistema economica es. nuova imposta introdotta per diminuire i consumi.
- la teoria del bilancio di piena occupazione, il deficit viene considerato un mezzo per favorire la piena occupazione quando l’economia ristagna.
- la teoria della stabilizzazione con il bilancio in pareggio in cui lo Stato, nei periodi di recessione aumenta la spesa pubblica, può finanziarla con nuove imposte senza far diminuire la domanda dei privati sul mercato.
- la teoria delle scelte pubbliche mette in evidenza che l’accumularsi dei deficit finisce per porre a carico delle generazioni future il costo dei beni e dei servizi forniti dal settore pubblico alla generazione presente.

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