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Il bilancio statale

Premessa storica:

Anche le organizzazioni statali delle antichità svolgevano un’attività finanziaria, ossia riscuotevano delle entrate. Il resoconto di tale attività risultava da veri e propri documenti contabili. Ciò che maggiormente distingue i bilanci finanziari delle antichità da quelli moderni è il fatto che questi ultimi sono approvati dalla volontà popolare. Ecco perché solamente dopo la Rivoluzione francese il bilancio dello Stato incomincia ad acquistare un rilievo politico e giuridico di primaria importanza. Nello Stato Moderno viene riconosciuto al popolo il diritto al bilancio, ossia il diritto di discutere ed approvare, attraverso le assemblee elettive rappresentative, il documento contabile contenente le decisioni inerenti al prelievo fiscale e dalle spese pubbliche: il bilancio, appunto.

Il bilancio statale in particolare

Il bilancio dello Stato è un documento giuridico – contabile in cui vengono elencate le entrate e le spese pubbliche dell’amministrazione riferite ad un determinato arco di tempo che di solito è l'anno; se invece si riferisce a più anni si parla di bilancio pluriennale.
Il bilancio si dice preventivo quando contiene le entrate che si prevede di riscuotere e le spese che si prevede di pagare nell’anno successivo. E’ consuntivo se in esso vengono contabilizzate le entrate e le spese effettivamente incassate ed erogate lungo l’anno finanziario che normalmente coincide con l'anno solare (da non confondere con l' esercizio finanziario, cioè l’insieme delle riscossioni delle entrate e il pagamento delle spese effettuate, che coincide con l’anno civile).
Può verificarsi che non tutte le operazioni vengono effettuate entro la chiusura dell’anno finanziario. In tal caso, le entrate e le spese costituiranno rispettivamente i residui attivi e passivi che verranno iscritti tra le entrate e le spese dell’anno successivo.

Principi

Principio dell’universalità: in forza del quale devono essere iscritte in bilancio tutte le voci delle entrate e delle spese.
Principio dell’integrità, che stabilisce che entrate e spese devono essere iscritte al lordo di quelle spese che possono comportare la loro riscossione ed erogazione.
Principio dell’unità, che proibisce di collegare delle specifiche voci di spesa.
Principio dell’annualità, in base al quale ogni anno le camere devono approvare con apposita legge il bilancio preventivo e quello consuntivo.

Principio della specializzazione, che stabilisce che le entrate e le spese devono essere distinte in base alle loro funzioni economiche, e prendono il nome di capitali.
Principio della pubblicità, che dispone che la legge di approvazione del bilancio sia portata a conoscenza di tutti attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Caratteristiche e redazione:

Il bilancio contiene alcune importanti funzioni: a) funzione politica b) funzione economica c) funzione di controllo finanziario.
Nella funzione politica è importante che il Governo deve ottenere la fiducia delle Camere, che così manifestano il consenso della maggioranza degli elettori sul suo programma politico. Ora, il bilancio è lo strumento finanziario che consente al Potere Esecutivo di realizzare gli obiettivi di politica economica e sociale del suo programma, attraverso la riscossione delle entrate e l’erogazione delle spese in esso stanziate. Nella funzione economica il bilancio è strumento di programmazione economica, in quanto rende realizzabili gli obiettivi indicati nel programma di governo. Nella funzione di controllo finanziario il bilancio consente al parlamento di verificare che il governo svolge la sua attività finanziaria nei limiti della legalità, affinché la spesa pubblica non ecceda gli stanziamenti e la pubblica amministrazione non trasferisca fondi da un capitolo ad un altro.
Il bilancio può essere di competenza e di cassa. A questo proposito, precisiamo che le entrate vengono dapprima accertate e poi riscosse. Le spese passano attraverso la fase dell’impegno e successivamente attraverso quella dell’erogazione. Ora, il bilancio di competenza ha un contenuto prettamente giuridico, poiché in questo documento lo Stato si assume tutti i diritti e gli obblighi attinenti al diritto di riscuotere le entrate, all’obbligo di effettuare le spese. Quindi, nel bilancio previsionale di competenza sono elencate le entrate che lo Stato ha il diritto di riscuotere e le spese che ha l’obbligo di erogare durante l’esercizio finanziario. Il bilancio di cassa contiene invece l’indicazione delle entrate e delle spese che si prevede verranno materialmente riscosse ed erogate lungo l’esercizio finanziario. Esso prende il nome di bilancio materiale, proprio perché entrate e spese vengono contabilizzate nella loro fase finale di incasso ed erogazione.

Il Parlamento è tenuto ad approvare ogni anno: la Redazione generale sulla situazione economica del Paese per l’anno precedente, il rendiconto generale dell’esercizio finanziario dell’anno precedente ed il conto generale del patrimonio dello Stato, la legge finanziaria, il bilancio annuale di previsione, il bilancio pluriennale di previsione e la relazione previsionale e programmatica.
L’esercizio dell’attività finanziaria dello Stato deve essere svolto in conformità al bilancio annuale di previsione, che si riferisce all’anno finanziario successivo a quello in cui esso viene redatto. Inizia il 1° gennaio e si conclude il 31 dicembre. Il bilancio annuale deve contenere: l’ammontare presunto dei residui attivi e passivi, l’ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che si prevede di impegnare, l’ammontare delle entrate che si prevede di riscuotere e delle spese che si prevede di pagare.
Il bilancio annuale in previsione è costituito da tre parti distinte: un unico stato di previsione delle entrate, più stati di previsione delle spese, il quadro generale riassuntivo. Per quanto riguarda il contenuto del bilancio, l’art. 81 della Costituzione sancisce che “con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese”. Quando il bilancio dello Stato è presentato in Parlamento, ognuna delle due camere lo sottoporrà alle competenti commissioni che presenteranno in aula le loro relazioni. Successivamente, avrà luogo la discussione in aula nelle due singole Camere e la votazione del documento. Seguirà la promulgazione da parte del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a 4 mesi. Può infatti verificarsi che il Parlamento non riesca ad approvare il bilancio preventivo entro il primo giorno di gennaio.
La legge di riforma ha introdotto l’obbligo di redigere, accanto al bilancio annuale, un bilancio pluriennale di previsione, strumento di programmazione a medio termine degli interventi finanziari, che ha lo scopo di adeguare la spesa pubblica agli obiettivi di politica economica dello Stato. Esso fa riferimento ad un periodo che va da un minimo di 3 anni ad un massimo di 5 anni. I suoi più importanti caratteri si possono così sintetizzare: è redatto solo in termini di competenza e le spese impegnate e le entrate accertate sono distinte per ognuno degli anni a cui esso fa riferimento, non è un atto di autorizzazione alla riscossione di entrate ed al pagamento delle spese è scorrevole, cioè ogni anno viene aggiornato spostandone la decorrenza in avanti di un anno.
Fino al 1964 le spese ordinarie e straordinarie venivano rispettivamente coperte con entrate ordinarie e con entrate straordinarie. In base alla classificazione economica, vengono analizzati gli effetti dell’attività finanziaria sul sistema economico nazionale. Le entrate vengono distinte in titoli, categorie e unità previsionali di base. In relazione alla classificazione funzionale, si colgono gli effetti dell’attività finanziaria sul raggiungimento dei fini di interesse pubblico dello Stato, cioè sull’espletamento delle sue funzioni istituzionali e sociali. Le spese si classificano in funzioni – obiettivo ed in unità previsionale di base. Le unità previsionali di base, sono ripartite in capitoli e titoli.
Le entrate pubbliche risultano così ripartite: in titoli, in relazione alla loro natura tributaria o extra – tributaria, in categorie, in rapporto alla natura della loro fonte, in unità revisionali di base, ai fini dell’approvazione parlamentare dell’accertamento cespiti, in capitoli, in rapporto all’oggetto dell’entrata.

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