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Bilancio d'esercizio

come fare il bilancio d'esercizio

Il bilancio d’esercizio è un documento giuridico – contabile, chiamato anche bilancio contabile che ha il fine di sintetizzare l’attività svolta dall’azienda durante un periodo amministrativo che in Italia coincide con l’anno solare; viene definito “giuridico” perché previsto dal Codice Civile (art. 2423 e ss), “contabile” perché è formato da conti.
Tale bilancio è formato dallo Stato Patrimoniale, Conto Economico e nota integrativa.
Lo stato patrimoniale e il conto economico devono essere redatti (ad esclusione delle aziende bancarie e di assicurazione) secondo la forma prevista dalla IV° Direttiva CE, fatta propria dall’Italia con gli artt. 2423 ter, 2424 e 2424 bis del Codice Civile.

Lo stato patrimoniale ha il fine di determinare il patrimonio aziendale e le sue eventuali variazioni, viene redatto a sezioni divise e contrapposte; quella a sinistra è la sezione dell’attività, mentre quella a destra è quella delle passività.
Le due sezioni sono distinte in classi, sottoclassi, e singoli conti (o voci).
Le classi sono simboleggiate dalle lettere maiuscole dell’alfabeto (es. A,B,C); le sottoclassi dai numeri romani (I, II, III) e le voci dai numeri arabi (1,2,3).
Nello schema delle attività le immobilizzazioni sono iscritte per la differenza tra il costo storico e i rispettivi fondi di ammortamento; i crediti sono iscritti al netto dei fondi di svalutazione e dei fondi rischi su crediti ed inoltre tra i crediti bisogna distinguere tra quelli scadenti nell’esercizio in corso e quelli nell’esercizio successivo.
Il conto economico può essere redatto in 3 schemi con una sezione verticale a forma “scalare”, le configurazioni possono essere :
1) a costi e valori della produzione o a valore della produzione effettuata;
2) a costo della produzione venduta;
3) a valore aggiunto.
Tutti e 3 ci danno la possibilità di evidenziare i componenti del reddito d’esercizio in tre risultati parziali derivanti dai diversi tipi di gestione; da questi schemi possiamo ottenere: il risultato della gestione caratteristica, il risultato della gestione finanziaria e il risultato della gestione straordinaria.
Il legislatore italiano ha accettato come schema nel codice civile la configurazione a valori e costi della produzione.
Le classi sono rappresentante dalle lettere maiuscole (A,B,C); le sottoclassi con i numeri arabi (1,2,3) e i singoli conti con le lettere minuscole (a,b,c).
La nota integrativa è un documento letterale compilato dagli amministratori nella quale si mettono in rilievo in principali conti che compaiono negli altri documenti, i criteri di valutazione dei beni, i criteri relativi alla fase di assestamento e i risultati conseguiti nell’esercizio.
I criteri di valutazione non possono essere variati nel corso dell’esercizio se non per cause eccezionali, tali variazioni devono essere giustificate nella nota integrativa.
Al bilancio partecipano tutti gli organi societari in quanto è compilato dagli amministratori che devono presentarlo entro i 4 mesi successivi alla chiusura (massimo 30 aprile); l’assemblea dei soci discute ed eventualmente approva il bilancio, infine il collegio sindacale ha il compito del controllo interno del bilancio, tale controllo riguarda solo la legittimità.
Il bilancio delle società è un bilancio consuntivo cioè riguarda le operazioni relative all’anno già terminato ed è compilato secondo il metodo della partita doppia.
Dopo l’approvazione il bilancio viene sottoposto ad un controllo esterno da parte di una società detta di revisione, che se considera il controllo positivo rilascia la certificazione di bilancio, tale certificazione è una garanzia verso i terzi; infine deve essere presentato alla C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato) e inserito nel registro delle imprese, mentre un’altra copia deve essere presentata all’ufficio imposte.
L’art. 2423 bis del Codice Civile stabilisce dei principi da rispettare nella redazione del bilancio d'esercizio:
1) Principio della continuità e della prudenza;
2) Principio della competenza;
3) Principio della valutazione analitica
4) Principio della costanza.
Il Principio della continuità e della prudenza stabilisce che il bilancio deve essere redatto supponendo che l’azienda continui la sua attività nel tempo e possono essere imputati all’esercizio le perdite presunte e non gli utili presunti;
Il Principio della competenza consiste nel rilevare i costi ed i ricavi per la loro competenza economica indipendentemente da quella finanziaria;
Il Principio della valutazione analitica stabilisce che gli elementi patrimoniali ed economici devono essere iscritti e valutati separatamente;
Il Principio della costanza stabilisce che i criteri di valutazione non possono essere modificati nel tempo, salvo per una valida causa.
In alcuni casi il bilancio può essere redatto in forma abbreviata quando nel primo esercizio e nei due successivi non si superino i seguenti limiti:
- il totale dell’attivo deve essere inferiore a 2.427.347,43€;
- i ricavi delle vendite non devono superare i 4.906.340,54€;
- i dipendenti non superano le 50 unità.
L’interpretazione del bilancio viene attuata tramite 3 fasi concatenate: la prima è definita “letterale” e consiste nell’individuare il significato delle voci di bilancio d'esercizio per comprenderne il contenuto; la seconda è quella “revisionale” ossia la verifica dell’attendibilità e veridicità del bilancio d'esercizio; infine la terza è quella “prospettica” che mira a estrapolare dai dati storici contenuti nel bilancio elementi di conoscenza per interpretare gli andamenti futuri in relazione alla possibile evoluzione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale.
L’interpretazione prospettica può essere effettuata attraverso l’analisi per indici oppure quella per flussi; la prima è effettuata sulla base di rapporti chiamati indici tra valori opportunamente raggruppati che possono essere tratti direttamente dal bilancio o da altre fonti contabili o extra contabili; invece l’analisi per flussi è basata sullo studio dei movimenti finanziari (fonti e impieghi) che avvengono durante la gestione; analizzando questi flussi si possono individuare le modifiche intervenute nella struttura finanziaria.
Il presupposto per trarre dal bilancio le informazioni prospettiche tramite le analisi citate, è costituito dalla rielaborazione del bilancio stesso che consiste in una riclassificazione e riaggregazione delle voci del bilancio patrimoniale e del conto economico.
Lo Stato patrimoniale viene redatto secondo criteri finanziari in cui gli impieghi devono essere esposti in ordine crescente o decrescente rispetto alla loro liquidità; invece i finanziamenti devono essere esposti sempre in ordine crescente o decrescente rispetto alla loro esigibilità.
La riclassificazione del conto economico può essere con una sua configurazione a valore aggiunto (che è l’incremento che un’azienda aggrega al valore dei beni e dei servizi che acquista da altre aziende), dove pone la ricchezza creata con l’attività aziendale; oppure può essere riclassificata con una configurazione a ricavi e costi del venduto dove si evidenzia nella prima parte il margine lordo industriale (utile o perdita), la seconda parte è identica a quella della configurazione a valore aggiunto.

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