Lavoro ripartito o job sharing

Consente di dividere le prestazioni di lavoro tra due lavoratori che si obbligano in solido verso il medesimo datore di lavoro per l'esecuzione di un'unica e completa attività lavorativa. La regolamentazione è demandata dai CCNL, altrimenti trovano applicazione le regole generali del rapporto di lavoro subordinato in quanto compatibili. Non va confuso con il job splitting, consistente nella mera divisione di un posto a tempo pieno in due a tempo parziale. Permette ai lavoratori un'ampia flessibilità nella gestione dei tempi di lavoro e di vita, ma richiede una perfetta intesa tra i lavoratori e comporta i rischi della solidarietà e la relativa garanzia verso il datore. Il contratto deve avere forma scritta per la prova e contenere la ripartizione percentuale del lavoro. I lavoratori possono discrezionalmente ed in ogni momento modificare consensualmente la collocazione temporale dell'orario. L'impossibilità di uno determina il subentro dell'altro. La risoluzione con una delle parti comporta la risoluzione di tutto il rapporto, salvo il consenso del datore al subentro di terzi. Sono vietate le sostituzioni da parte di terzi senza il consenso del datore. Il rapporto di lavoro può essere modificato.

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