Contratto di apprendistato

Non è più necessaria la preventiva autorizzazione della direzione provinciale del lavoro. Le regioni ed i CCNL dovranno ridisciplinare i rapporti. Frattanto continua ad applicarsi la vecchia disciplina. Il contratto richiede forma scritta, con l'indicazione del piano formativo e del suo monte ore, nonché della qualifica che potrà essere acquisita al termine. Il datore di lavoro può recedere al termine. E previsto un libretto formativo per la registrazione della formazione effettuata e la presenza di tutor aziendale esperto. L'apprendistato può dar luogo a crediti formativi per la prosecuzione di percorsi di istruzione e formazione professionale. Gode di incentivi normativi, retributivi e contributivi. Il lavoratore può essere inquadrato fino a due livelli al di sotto della qualifica al conseguimento della quale è finalizzato il contratto. Si distingue in tre tipologie:
1) Espletamento del diritto/dovere di istruzione e formazione: è rivolto ai giovani che abbiano compiuto 15 anni, è di durata non superiore ai 3 anni e per il conseguimento di una qualifica professionale;
2) Professionalizzante: per una qualifica attraverso la formazione sul lavoro e possono esseri assunti i soggetti di età compresa tra i 18 e 29 anni (17 con la riforma Moratti per l'istruzione professionale); la durata del contratto è fissata dai CCNL tra i 2 e 6 anni. Salvo diversa previsione dei CCNL possono essere assunti al massimo apprendisti per il 100% delle maestranze qualificate, con un minimo di 3 soggetti;
3) Per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione: è rivolto a soggetti tra i 18 (17) e i 29 anni. La durata sarà stabilita dalle Regioni con le istituzioni formative.

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