blakman di blakman
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Il punto

Immaginiamo il vuoto e il silenzio di un foglio bianco, di una superficie di tela, di legno, di metallo. All`improvviso su di essi irrompe e si appoggia la punta della matita, del pennarello, o del penello, del chiodo, del punteruolo. Ci accorgiamo che, anche se con modalità diverse, rimane una piccola traccia: e` attraverso l`incontro-scontro tra questi strumenti e la superficie, che nasce il punto.
Il punto e` considerato la forma elementare minima,l`elemento originario, il più piccolo segno grafico. Se lo pensiamo e vogliamo visualizzarlo, lo rappresentiamo come piccolo e rotondo, una forma circolare, un buco, ma può assumere dimensioni e forme variabili. Una grande quantità di punti combinati tra di loro si trasformano in immagine astratta o in immagine figurativa, cioè realistica. Ci vengono comunicati effetti di movimento o di staticità, di equilibrio a seconda delle dimensioni, della densità della distribuzione dei punti nello spazio, dello strumento per tracciarli, della pressione della mano che opera, della superficie su cui si collocano. In geometria, il punto e` invisibile. In realtà, sia nel nostro linguaggio e sia nella vita di tutti i giorni abbiamo un`innumerevole quantità di situazioni, oggetti, elementi della natura il cui il punto e` un elemento che ricorre continuamente e che caratterizza ciò che stiamo osservando. Quando pensiamo al punto, lo immaginiamo piccolo e rotondo. Esso può pero assumere forme differenti che possiamo cogliere solo osservandolo con molta attenzione.

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