IL CLASSICISMO NORDICO
Con il termine Paesi nordici si indica il gruppo di paesi dell'Europa settentrionale composto da: Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda. Cinque stati con una bassa densità abitativa, molto avanzati tecnologicamente e con gli standard di vita tra i più elevati al mondo. Tra la fine dell’ 800 e inizio ‘900 il movimento più interessante è il Romanticismo nordico, romanticismo “nazionale”. Il termine “Romanticismo nazionale” è stato a volte usato per indicare edifici costruiti tra il 1890 e il 1910 in cui i richiami alle tradizioni nazionali giocarono un ruolo fondamentale. Il termine però non è molto preciso e difficilmente può essere usato per indicare uno stile, in quanto differisce di luogo in luogo, poiché ogni regione ha la sua tradizione. Nonostante non esistesse uno stile unico comunque erano presenti interessi condivisi: Si rileva una particolare attenzione per l’artigianato, superfici lavorate, per il naturalismo quindi si ricorre a materiali grezzi, ruvide costruzioni, per l’ornamento che poteva illustrare celebri soggetti nazionali. Ma il territorio culturale non sempre rientrava in modo netto nei confini dello stato nazionale. Si basti pensare al modernismo catalano a cui Gaudì aderisce. Egli comprese che Barcellona e il suo territorio appartenevano non solo alla penisola iberica ma al più vasto mondo mediterraneo, infatti il suo linguaggio non è privo di richiami arabi e africani.

Nei paesi nordici, il primo edificio che inaugura il romanticismo è il municipio di Copenaghen di Nyrop, sintesi di un eclettismo che mescola ispirazioni medievali e moderne. Come la borsa di Berlage è un’imponente massa medievaleggiante. Il materiale predominante all’esterno era il mattone, che sfuma dai rossi ai mattoni. La copertura è ondulata grazie alle guglie, e in piante l’edificio era organizzato in due corti, di cui una vetrata. Le funzioni pubbliche più importanti erano disposte lungo gli assi principali e la sala principale si affacciava sulla pubblica piazza.
Tre importanti architetti finlandesi sono Lindgren, Saarinen, e Gesellius propongono un modello tipicamente inglese di comunità artistica (arts and crafts) e un po’ come i quattro di Glasgow fondono uno studio comune e una casa, secondo i canoni delle Arts and crafts, casa Hvitträsk, una grande villa pittoresca sulle rive del lago, divisa in tre appartamenti e uno studio in comune. Ci ricorda un po’ la casa domestica inglese e i tetti ci ricordano il medioevo fiabesco. Un’altra opera importante è il Municipio di Stoccolma di Ostberg, organizzato come un vasto blocco attraversato da cortili e collocato su di una piattaforma tra la città e il mare, in un angolo della quale si ergeva una torre rastremata in mattone brunito.
La torre era sormontata da una delicata guglia. Ci ricorda molto Venezia, infatti Stoccolma è detta la Venezia del nord. Si presenta nella forma di edificio-città, da una parte c’è una grande sala dal pavimento di marmo blu lucido che dà la sensazione di trovarsi all’esterno mentre invece si è all’interno. La piazza invece ha un porticato che dà sul mare, ci fa avere uno svuotamento sotto e un pieno sopra, come il palazzo ducale di Venezia, così la luce entra anche da sotto perché l’acqua riflette la luce. Sopra c’è una fascia di luce così forte che se si guarda in alto sembra esserci una tenda sotto.
Nel fenomeno del romanticismo nordico modernità e tradizione non sono così distanti come invece in Europa.
Ci sono elementi che ci ricordano l’Art nouveau per la progettazione globale. Uno dei temi dell’architettura nordica è il rapporto con la natura, che viene piegata all’architettura, per esempio i pali di legno che diventano colonne. I tre architetti fanno molte opere, fino a quando il giorno c’è n concorso a cui partecipano elaborando il loro progetto. Le buste in cui venivano presentati i progetti erano anonimi e si apriva solo la busta del vincitore. I tre parteciparono e vince uno di loro che aveva partecipato da solo, Saarinen, perché stava tendendo più alla Secessione.
L’architetto più interessante del movimento è Asplund, svedese, che, insieme a Lewerentz vince il concorso per il cimitero del bosco a Stoccolma. Un cimitero che verrà considerato il più bel paesaggio artificiale. Asplund progetta un tema molto legato al tempio romano circolare, un tempio in legno che rinvia alla capanna primitiva. Un’altra sua grande opera è la biblioteca di Stoccolma, che ci appare come un grande blocco. Egli fa si che si parte dall’esterno e si percorre una via sacrale della biblioteca. È un percorso che si fa sempre più stretto ed è buio, ci porta verso la luce, verso una sala illuminata dall’alto. Dal centro il personale controlla tutto, c’è una chiarezza geometrica assoluta, il che non vuol dire che non ci siano decorazioni, per esempio ci sono geroglifici nordici.

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